Vespa velutina (calabrone asiatico): come riconoscerla, dove segnalarla e cosa fare
La vespa velutina (calabrone asiatico) è una specie invasiva in Italia dal 2012: torace nero, zampe nere con estremità gialle. Se pensi di averla vista, fotografala da lontano e segnalala; il nido lo tocca solo personale formato.
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In questa pagina
- Come riconosco la vespa velutina, il calabrone asiatico?
- Come la distinguo dal calabrone europeo e da quello orientale?
- Perché è una specie invasiva e dove è arrivata in Italia?
- Com’è fatto il suo nido e dove lo costruisce?
- La puntura della vespa velutina è pericolosa?
- Cosa faccio se penso di aver visto una vespa velutina?
- Chi può eliminare il nido e perché non va fatto da soli?
- Perché è una minaccia per le api?
- Domande frequenti sulla vespa velutina
Come riconosco la vespa velutina, il calabrone asiatico?
La vespa velutina (Vespa velutina, calabrone asiatico a zampe gialle) è un calabrone scuro: torace completamente nero, zampe nere con le estremità gialle, addome nero-bruno con una banda giallo-arancio verso il pungiglione. Il Piano nazionale di gestione (giugno 2022, con revisione ISPRA) indica una lunghezza tra 19 e 30 mm; l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie (IZSVe) indica 17-32 mm.
Guarda tre dettagli, nell’ordine:
- Zampe: scure nella parte vicina al corpo, gialle alle estremità.
- Torace: tutto nero, senza fasce chiare.
- Addome: i primi segmenti sono bruno scuro con il bordo posteriore giallo; il quarto segmento è giallo-rossiccio con una macchia triangolare scura.
Come la distinguo dal calabrone europeo e da quello orientale?
Dalla tinta delle zampe e dalla testa: la velutina ha zampe nere con punte gialle e testa gialla davanti e nera sopra. Questa tabella usa i dati dell’infografica dell’IZSVe.
| Insetto | Addome | Zampe | Testa vista di fronte |
|---|---|---|---|
| Calabrone asiatico (velutina) | Scuro, con banda giallo-arancione verso il pungiglione | Nere, con la parte finale gialla | Giallo-arancio davanti, nera sopra |
| Calabrone europeo | Prevalentemente giallo, primi segmenti marroni | Tutte sui toni del marrone, come il torace | Gialla davanti, rossa sopra |
| Calabrone orientale | Rossastro, con una banda gialla evidente | Rossastre | Fronte gialla, resto bruno-rossiccio |
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Il calabrone europeo è autoctono e presente in tutto il territorio nazionale, la velutina no. Un grosso insetto giallo e marrone, nella maggior parte dei casi, non è una velutina. Il «calabrone nero» è in genere l’ape legnaiola, che è tutt’altro insetto, e i bombi sono pelosi e tondeggianti. Se è più piccola e gialla e nera, guarda le guide sulla vespa comune e sulla vespa cartonaia.
Perché è una specie invasiva e dove è arrivata in Italia?
Perché non è originaria dell’Europa e danneggia api e altri impollinatori: per questo è nell’elenco delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale. L’elenco è il Regolamento di esecuzione (UE) 2016/1141 del 13 luglio 2016, adottato in applicazione del Regolamento (UE) n. 1143/2014, e nomina la sottospecie Vespa velutina nigrithorax.
Arriva dal sud-est asiatico. In Europa è comparsa nel 2004 vicino a Bordeaux, in Francia. In Italia i primi adulti sono stati catturati nel 2012 in Liguria, a Loano e Ventimiglia. Secondo la rete Stopvelutina, oggi è segnalata anche in Piemonte, Toscana, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna; nel 2025 è stato trovato un nido in Sardegna e a ottobre 2026 il primo nido nel Lazio, a Vejano (Viterbo).
- Regolamento (UE) n. 1143/2014, art. 7: per le specie dell’elenco non è ammesso tenerle, allevarle, trasportarle, scambiarle o rilasciarle deliberatamente.
- D.Lgs. 230/2017: Regioni e Province autonome applicano le misure di gestione; l’ISPRA è l’ente tecnico di supporto del ministero.
- Piano nazionale: esclude l’eradicazione completa dall’Italia e punta a contenerla, intervenendo in fretta sui nuovi nuclei.
Com’è fatto il suo nido e dove lo costruisce?
In primavera la regina costruisce da sola un piccolo nido sferico, con l’entrata verso il basso; in estate la colonia ne fa uno molto più grande, a forma di pera, con l’entrata su un lato. Il ciclo dura un anno: a partire da marzo-aprile le regine che hanno svernato fondano il nido.
Il nido primario è attaccato a una superficie, per esempio un soffitto o una terrazza, con un peduncolo. Di solito sta a bassa altezza, quindi si vede. La sua posizione può essere provvisoria: la colonia può spostarsi in un luogo più sicuro e fare un nido secondario.
Il nido secondario è alto 60-90 cm e largo 40-70 cm, con sei o sette strati di celle. Ospita in media circa 6.000 individui, con casi oltre 13.000 (Piano nazionale). Lo trovi in genere in cima agli alberi, a 5-20 metri, ma anche su cornicioni, tralicci, sotto tetti e balconi.
In estate il fogliame lo nasconde, in autunno diventa più facile da scorgere. I punti da controllare sono sporgenze del tetto, gronde, rampicanti fitti e alberi alti vicino a casa.
Più raramente si trova al chiuso, per esempio tra un’imposta e una finestra. Quando vedi un viavai di calabroni verso un punto fisso, non avvicinarti: annota dove e fotografa da lontano.
La puntura della vespa velutina è pericolosa?
Vicino al nido gli insetti reagiscono con difesa e possono pungere; il rischio più serio riguarda chi è allergico al veleno. Il Piano nazionale riporta che in Francia i ricoveri per punture di velutina non sono aumentati in modo significativo rispetto al totale delle punture di imenotteri, ma ricorda alcuni decessi in Europa e casi anche in Italia, per esempio tra chi lavora nel verde.
Attenzione
Dopo una puntura di calabrone porta la persona al riparo, in casa o in auto, lontano dal punto, così altri calabroni non la attaccano. Metti del ghiaccio. Se compaiono orticaria, vertigini o difficoltà di respiro, chiama il 112 e fai stare la persona distesa. Chi è allergico e ha l’autoiniettore di adrenalina lo usa e poi va al pronto soccorso. Indicazioni della Regione Friuli Venezia Giulia.
Cosa faccio se penso di aver visto una vespa velutina?
Fotografa l’insetto o il nido da lontano, annota luogo e data e fai una segnalazione. Una segnalazione sospetta viene verificata da esperti, che per riconoscere la specie hanno bisogno di foto nitide.
- AllontanatiTieni lontani persone e animali dal punto, senza movimenti bruschi.
- Fotografa da lontanoMeglio l’insetto di profilo, con zampe e addome ben visibili; se c’è, anche il nido.
- Annota dove e quandoIndirizzo, punto preciso e giorno: servono a chi deve trovare il nido.
- SegnalaUsa uno dei canali qui sotto, anche se non sei sicuro della specie.
- Stopvelutina: la rete italiana di enti di ricerca, gestita da CREA e da università, ha un modulo di segnalazione sul sito stopvelutina.it, alla pagina «Effettua una segnalazione».
- vespavelutina.eu: il sito del progetto LIFE STOPVESPA, con riferimento all’Università di Torino (BeeLab), ha una sezione per inviare le segnalazioni.
- Servizi veterinari e Regione: l’IZSVe indica di contattare prima di tutto i Servizi veterinari competenti per territorio. In Liguria, Toscana, Piemonte e nell’area Lombardia-Veneto-Emilia-Romagna le referenze sono elencate da Stopvelutina alla pagina «Come distruggere un nido».
Un caso reale
Il 29 settembre 2026 una persona ha riconosciuto una velutina a Vejano e ha compilato subito il modulo. Il 14 ottobre il nido è stato localizzato e neutralizzato da una squadra della task force UNAAPI. Lo racconta la rete Stopvelutina.
Chi può eliminare il nido e perché non va fatto da soli?
Il nido lo elimina personale formato e attrezzato, non il singolo cittadino. Secondo il Piano nazionale distruggere un nido è un’operazione potenzialmente pericolosa per gli operatori e per chi sta intorno, perché gli insetti reagiscono con difesa durante l’avvicinamento e il trattamento. Alcuni nidi sono a oltre 20 metri d’altezza.
Il Piano indica che le Regioni individuano il personale idoneo: strutture regionali, Protezione civile, Vigili del fuoco, ditte di disinfestazione, squadre di apicoltori, tutti con formazione specifica, tuta anti-puntura integrale e assicurazione. Stopvelutina precisa che tutti i nidi vanno segnalati e che per quelli secondari vanno avvisati i Vigili del fuoco o le squadre locali di intervento.
- Non avvicinarti al nido e non provare a rimuoverlo, nemmeno se è piccolo: la rete Stopvelutina sconsiglia il fai da te a chi non ha esperienza.
- Non scuotere e non colpire il nido.
- Non usare fuoco, benzina o insetticidi spray: sono rischiosi per te e non risolvono.
- Non uccidere a caso ogni calabrone: il calabrone europeo è autoctono, prima serve capire la specie.
- Non improvvisare trappole artigianali: il Piano le descrive con periodi precisi (primavera e autunno), controlli periodici e accorgimenti per non danneggiare gli insetti non bersaglio.
Se il nido è vicino a casa, una ditta partner della tua zona può valutare la situazione e dirti con chi coordinarsi. Per i casi di calabroni in generale vedi le pagine su disinfestazione delle vespe, rimozione del nido di calabroni, come eliminare un nido di calabroni e disinfestazione degli imenotteri.
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Perché è una minaccia per le api?
Perché le api da miele (Apis mellifera) sono tra le sue prede preferite. Il Piano nazionale spiega che può indebolire o far collassare le colonie, con perdite molto variabili: da 5% a 80% negli studi francesi, tra 12% e 18% in una prova di due anni in provincia di Imperia.
Attacca anche api selvatiche, altre vespe e mosche. Chi ha degli alveari può osservare calabroni fermi a mezz’aria davanti all’ingresso, con la testa rivolta alle api: è il segnale classico di predazione. Le api però vanno protette, non allontanate: vedi la guida sull’ape mellifera e la pagina sulla disinfestazione delle api.
Domande frequenti sulla vespa velutina
La vespa velutina è la stessa cosa del calabrone europeo?
No. Il calabrone europeo (Vespa crabro) è autoctono, ha zampe marroni e addome prevalentemente giallo. La velutina è invasiva, più scura, con zampe nere e punte gialle.
In quale periodo posso vederla?
Secondo Stopvelutina, da febbraio a maggio le regine volano sui fiori e si vedono i nidi primari; da giugno a luglio i nidi secondari crescono, ma sono alti e poco visibili; da agosto a novembre raggiungono il massimo sviluppo, con 400-12.000 individui. In inverno le regine stanno al riparo, per esempio nelle cataste di legna.
Posso aspettare l’inverno che il nido muoia?
Meglio di no. Il Piano spiega che da settembre nascono le future regine, che passano l’inverno al riparo e fondano nuovi nidi in primavera. Stopvelutina scrive che da un solo nido possono nascere, l’anno dopo, altre 30-40 colonie. Segnala anche a fine stagione.
Cosa faccio se vengo punto?
Allontanati dal punto, metti del ghiaccio e osserva. Con orticaria, vertigini o difficoltà di respiro chiama il 112. Gli allergici usano l’autoiniettore di adrenalina e vanno al pronto soccorso.
Posso catturarla e tenerla?
No: per le specie dell’elenco unionale il Regolamento (UE) 1143/2014 non ammette di tenerle, allevarle, trasportarle o rilasciarle deliberatamente. Se la vedi, fotografala e segnalala.
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