Bombo (Bombus): come riconoscerlo e cosa fare se fa il nido

I bombi sono api selvatiche, pelose e tondeggianti, impollinatori preziosi e poco aggressivi. Un nido in giardino dura pochi mesi: se non dà fastidio, lascialo stare e chiedi al Comune prima di toccarlo.

Specie in Italiaalmeno 45Secondo il progetto Interreg Italia-Slovenia
Coloniapoche centinaiaContro le decine di migliaia di un alveare di api
Durata del nido2-6 mesiIn genere, secondo il Bumblebee Conservation Trust

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Come riconosco un bombo?

Il bombo (genere Bombus) è un’ape selvatica più grande dell’ape mellifera, con il corpo tondeggiante, coperto da una fitta peluria e spesso a fasce di colore. Il manuale della Regione Emilia-Romagna, scritto da ricercatori dell’Università di Bologna, lo descrive proprio così: dimensioni superiori a quelle di un’ape e peluria fitta.

Bombo (Bombus terrestris) visto dall'alto su una foglia: corpo tondeggiante e peloso, fasce gialle sul torace e sull'addomeFoto: Charles J. Sharp, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

Il bombo comune (Bombus terrestris) ha una fascia gialla dorata davanti al torace e una a metà addome. Il Bumblebee Conservation Trust spiega che nelle operaie e nei maschi la coda è bianca, nelle regine è color camoscio.

Secondo il progetto Interreg Italia-Slovenia, in Italia ci sono almeno 45 specie, e il modo più semplice di distinguerle è guardare le combinazioni di colori.

Quali bombi posso incontrare?

Tre esempi tra le circa 45 specie italiane sono il bombo comune, quello dalla coda rossa e quello bruno (Bombus pascuorum). Cambiano i colori, non il ruolo: sono tutti impollinatori.

Bombo dalla coda rossa (Bombus lapidarius) su un fiore di cardo viola: corpo nero e peloso con la punta dell'addome arancioFoto: Charles J. Sharp, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

Bombo dalla coda rossa

Bombus lapidarius

Come si presentaCorpo nero e peloso, con la punta dell’addome rosso-arancio.

Bombo bruno dei prati (Bombus pascuorum) su un fiore di cardo rosa: torace fulvo e addome più scuroFoto: Charles J. Sharp, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

Bombo bruno

Bombus pascuorum

Come si presentaPiù bruno degli altri, con il torace color ruggine.

Bombo, ape, vespa o ape legnaiola: come li distinguo?

Il bombo è il più peloso e tondeggiante; l’ape mellifera è più piccola e marrone; la vespa è giallo e nera; l’ape legnaiola è grande e nera con riflessi viola. Quello che molti chiamano «bombo nero» o «calabrone nero» è in genere l’ape legnaiola.

InsettoAspettoCome vive
BomboPiù grande di un’ape, fitta peluria, spesso a fasceColonia di qualche centinaio di individui, che dura una stagione
Ape melliferaPelosa, marrone più o meno scuraFamiglia di decine di migliaia, che dura anni
VespaNera o marrone scuro e giallaNido di materiale simile alla carta, colonia annuale
Ape legnaiolaCirca 3 cm, nera con riflessi violaSolitaria, scava gallerie nel legno

Se pensi a un vero calabrone, guarda la guida sul calabrone europeo.

Dove fa il nido il bombo e quanto dura la colonia?

Il nido è di solito nel terreno, in vecchie tane di piccoli mammiferi, e la colonia dura una sola stagione: in autunno muore tutto, tranne le nuove regine. Lo spiegano l’Università di Bologna e il Bumblebee Conservation Trust. A primavera la regina, uscita dal letargo, cerca da sola un luogo riparato e inizia il nido.

Nido di bombi aperto nell'erba: operaie nere con la punta arancio sull'addome, bozzoli chiari e vasetti di ceraFoto: Phelyan Sanjoin, CC BY 2.0, Wikimedia Commons

Secondo il progetto Interreg Italia-Slovenia i bombi nidificano sottoterra, in vecchi nidi abbandonati di piccoli mammiferi, oppure in superficie tra muschio ed erba. Alcune specie usano anche fessure tra le rocce, cataste di legna, solai e isolamenti termici.

Foro rotondo di una vecchia casetta di legno con alcuni bombi di guardia all'ingressoFoto: Mannobult, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons
  • Dimensione: da alcune decine a qualche centinaio di individui; un nido di bombo comune può arrivare a circa 350 operaie.
  • Durata del nido: in genere da 2 a 6 mesi, secondo il Bumblebee Conservation Trust.
  • Fine del ciclo: a fine estate nascono nuove regine e maschi; le regine svernano sottoterra, in luoghi asciutti.

I bombi pungono? Sono pericolosi?

Pungono solo per difendersi, e solo le femmine: i maschi non hanno il pungiglione. Il Bumblebee Conservation Trust indica che le femmine (regine e operaie) pungono se si sentono minacciate, per esempio dalle vibrazioni di un tagliaerba o da qualcuno troppo vicino al nido. Secondo l’Università di Bologna solo le femmine degli apoidei hanno l’aculeo.

Dopo una puntura

Valgono le indicazioni per gli imenotteri: allontana la persona dal punto, metti del ghiaccio e osserva. Con orticaria, vertigini o difficoltà di respiro chiama il 112 e fai stare la persona distesa. Chi è allergico usa l’autoiniettore di adrenalina e va al pronto soccorso. Indicazioni della Regione Friuli Venezia Giulia, che cita api, vespe, bombi e calabroni.

Ho un nido di bombi in giardino o in casa: cosa faccio?

Se non dà fastidio, lascialo dov’è: dura pochi mesi e non danneggia le strutture. Il Bumblebee Conservation Trust consiglia di non disturbarlo e ricorda che un nido è finito quando per almeno due settimane non entra né esce nessuno. Dalle fonti consultate non risulta un divieto nazionale di rimuoverlo, ma le norme possono cambiare da una Regione all’altra: chiedi al Comune.

  1. Tieni la distanzaEvita rumori forti, tagliaerba e vibrazioni vicino all’ingresso.
  2. Proteggi bambini e animaliUna barriera semplice davanti all’ingresso tiene lontani animali domestici e bambini.
  3. Fai attenzione alle finestreUna rete fine sulle aperture evita che i bombi entrino in casa per sbaglio.
  4. Aspetta la fine del nidoQuando non c’è più attività puoi chiudere il foro: la regina non riusa il vecchio nido, ma può tornare a cercare lo stesso posto.

Se il nido è in un punto davvero pericoloso, per esempio sul passaggio di una porta, fai valutare il caso a una ditta partner: per i servizi vedi la pagina sulla disinfestazione degli imenotteri. Non usare fuoco, spray o insetticidi: non servono e fanno male ad altri insetti utili.

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Perché i bombi vanno protetti?

Perché sono impollinatori molto efficienti e le loro popolazioni sono in calo. Sono attivi dal mattino presto a sera tardi, lavorano anche con freddo e vento, e scuotendo i fiori sono tra i migliori impollinatori di pomodoro e melanzana, tanto che si usano nelle serre.

La Lista Rossa IUCN delle api italiane (2018) cita declini a volte drastici dei bombi e include cinque specie di Bombus tra quelle minacciate: confusus, alpinus, brodmannicus, konradini e muscorum. Per il progetto Interreg le cause sono poco cibo, pochi luoghi per nidificare e uso improprio di pesticidi.

Domande frequenti sui bombi

Il bombo è un calabrone?

No. Il bombo è un’ape selvatica, tondeggiante e pelosa. Il calabrone è una vespa, con l’addome prevalentemente giallo e i primi segmenti marroni. Per i calabroni vedi la guida sul calabrone europeo.

Il bombo punge più volte?

Le fonti consultate dicono che le femmine pungono per difesa, ma non indicano se la puntura sia ripetibile. Per sicurezza tieni la distanza dal nido.

Cosa fa il bombo in inverno?

Le operaie e la vecchia regina muoiono in autunno. Solo le nuove regine svernano, di solito da sole e sottoterra, fino alla primavera.

Quanto dura un nido di bombi?

Da 2 a 6 mesi, a seconda di cibo, meteo e specie. Un nido è finito quando per due settimane non entra né esce nessuno.

Posso spostare un nido di bombi?

Meglio lasciarlo dov’è: i nidi non vanno disturbati. Un nido in una cassetta mobile può essere spostato solo seguendo precise regole, per esempio di notte, ma è un caso raro: chiedi prima a un esperto.

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