Bombo dalla coda rossa
Bombus lapidarius
Come si presentaCorpo nero e peloso, con la punta dell’addome rosso-arancio.
I bombi sono api selvatiche, pelose e tondeggianti, impollinatori preziosi e poco aggressivi. Un nido in giardino dura pochi mesi: se non dà fastidio, lascialo stare e chiedi al Comune prima di toccarlo.
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Il bombo (genere Bombus) è un’ape selvatica più grande dell’ape mellifera, con il corpo tondeggiante, coperto da una fitta peluria e spesso a fasce di colore. Il manuale della Regione Emilia-Romagna, scritto da ricercatori dell’Università di Bologna, lo descrive proprio così: dimensioni superiori a quelle di un’ape e peluria fitta.
Il bombo comune (Bombus terrestris) ha una fascia gialla dorata davanti al torace e una a metà addome. Il Bumblebee Conservation Trust spiega che nelle operaie e nei maschi la coda è bianca, nelle regine è color camoscio.
Secondo il progetto Interreg Italia-Slovenia, in Italia ci sono almeno 45 specie, e il modo più semplice di distinguerle è guardare le combinazioni di colori.
Tre esempi tra le circa 45 specie italiane sono il bombo comune, quello dalla coda rossa e quello bruno (Bombus pascuorum). Cambiano i colori, non il ruolo: sono tutti impollinatori.
Bombus lapidarius
Come si presentaCorpo nero e peloso, con la punta dell’addome rosso-arancio.
Bombus pascuorum
Come si presentaPiù bruno degli altri, con il torace color ruggine.
Il bombo è il più peloso e tondeggiante; l’ape mellifera è più piccola e marrone; la vespa è giallo e nera; l’ape legnaiola è grande e nera con riflessi viola. Quello che molti chiamano «bombo nero» o «calabrone nero» è in genere l’ape legnaiola.
| Insetto | Aspetto | Come vive |
|---|---|---|
| Bombo | Più grande di un’ape, fitta peluria, spesso a fasce | Colonia di qualche centinaio di individui, che dura una stagione |
| Ape mellifera | Pelosa, marrone più o meno scura | Famiglia di decine di migliaia, che dura anni |
| Vespa | Nera o marrone scuro e gialla | Nido di materiale simile alla carta, colonia annuale |
| Ape legnaiola | Circa 3 cm, nera con riflessi viola | Solitaria, scava gallerie nel legno |
Se pensi a un vero calabrone, guarda la guida sul calabrone europeo.
Il nido è di solito nel terreno, in vecchie tane di piccoli mammiferi, e la colonia dura una sola stagione: in autunno muore tutto, tranne le nuove regine. Lo spiegano l’Università di Bologna e il Bumblebee Conservation Trust. A primavera la regina, uscita dal letargo, cerca da sola un luogo riparato e inizia il nido.
Secondo il progetto Interreg Italia-Slovenia i bombi nidificano sottoterra, in vecchi nidi abbandonati di piccoli mammiferi, oppure in superficie tra muschio ed erba. Alcune specie usano anche fessure tra le rocce, cataste di legna, solai e isolamenti termici.
Pungono solo per difendersi, e solo le femmine: i maschi non hanno il pungiglione. Il Bumblebee Conservation Trust indica che le femmine (regine e operaie) pungono se si sentono minacciate, per esempio dalle vibrazioni di un tagliaerba o da qualcuno troppo vicino al nido. Secondo l’Università di Bologna solo le femmine degli apoidei hanno l’aculeo.
Dopo una puntura
Valgono le indicazioni per gli imenotteri: allontana la persona dal punto, metti del ghiaccio e osserva. Con orticaria, vertigini o difficoltà di respiro chiama il 112 e fai stare la persona distesa. Chi è allergico usa l’autoiniettore di adrenalina e va al pronto soccorso. Indicazioni della Regione Friuli Venezia Giulia, che cita api, vespe, bombi e calabroni.
Se non dà fastidio, lascialo dov’è: dura pochi mesi e non danneggia le strutture. Il Bumblebee Conservation Trust consiglia di non disturbarlo e ricorda che un nido è finito quando per almeno due settimane non entra né esce nessuno. Dalle fonti consultate non risulta un divieto nazionale di rimuoverlo, ma le norme possono cambiare da una Regione all’altra: chiedi al Comune.
Se il nido è in un punto davvero pericoloso, per esempio sul passaggio di una porta, fai valutare il caso a una ditta partner: per i servizi vedi la pagina sulla disinfestazione degli imenotteri. Non usare fuoco, spray o insetticidi: non servono e fanno male ad altri insetti utili.
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Perché sono impollinatori molto efficienti e le loro popolazioni sono in calo. Sono attivi dal mattino presto a sera tardi, lavorano anche con freddo e vento, e scuotendo i fiori sono tra i migliori impollinatori di pomodoro e melanzana, tanto che si usano nelle serre.
La Lista Rossa IUCN delle api italiane (2018) cita declini a volte drastici dei bombi e include cinque specie di Bombus tra quelle minacciate: confusus, alpinus, brodmannicus, konradini e muscorum. Per il progetto Interreg le cause sono poco cibo, pochi luoghi per nidificare e uso improprio di pesticidi.
No. Il bombo è un’ape selvatica, tondeggiante e pelosa. Il calabrone è una vespa, con l’addome prevalentemente giallo e i primi segmenti marroni. Per i calabroni vedi la guida sul calabrone europeo.
Le fonti consultate dicono che le femmine pungono per difesa, ma non indicano se la puntura sia ripetibile. Per sicurezza tieni la distanza dal nido.
Le operaie e la vecchia regina muoiono in autunno. Solo le nuove regine svernano, di solito da sole e sottoterra, fino alla primavera.
Da 2 a 6 mesi, a seconda di cibo, meteo e specie. Un nido è finito quando per due settimane non entra né esce nessuno.
Meglio lasciarlo dov’è: i nidi non vanno disturbati. Un nido in una cassetta mobile può essere spostato solo seguendo precise regole, per esempio di notte, ma è un caso raro: chiedi prima a un esperto.
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