Calabrone orientale (Vespa orientalis): come riconoscerlo e cosa fare se trovi un nido

Il calabrone orientale (Vespa orientalis) ha il corpo rossastro con una banda gialla sull'addome e può nidificare in muri, tapparelle e terreno. Se trovi un nido non intervenire da solo: la valutazione spetta a una ditta di disinfestazione.

Lunghezza19-35 mmAdulti; le regine sono più grandi delle operaie
Colonia1 annoCon il freddo sopravvivono solo le regine
Caccia alle apiLuglio-ottobreLe cattura all'ingresso degli alveari

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Come riconosco il calabrone orientale?

Il calabrone orientale (Vespa orientalis) ha il corpo rossastro con una banda gialla evidente sull’addome e la fronte gialla. Gli adulti misurano da 19 a 35 mm, e le regine sono più grandi delle operaie, secondo l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie (IZSVe).

Calabrone orientale (Vespa orientalis) su un fiore: corpo bruno-rossastro con una banda gialla sull'addome e ali color ambraFoto: Broobas Binish Roobas, CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons
  • Torace e zampe: rossastri.
  • Testa: fronte e clipeo gialli, il resto bruno-rossiccio.
  • Maschi: antenne molto lunghe.
InsettoAddomeDimensioni
Calabrone orientaleRossastro, con una banda gialla che non arriva alla punta19-35 mm
Calabrone europeoGiallo, con il giallo che si estende fino all’estremità; testa più arancio-brunaOperaie 18-23 mm, regine 30-45 mm
Calabrone asiatico (velutina)Scuro, con banda giallo-arancio verso il pungiglione17-32 mm

La velutina ha le estremità delle zampe gialle, il calabrone orientale zampe rossastre. Da una vespa comune lo distingui anche solo per le dimensioni: guarda la guida sulle vespe comuni.

Dove costruisce il nido?

In luoghi riparati o nel terreno: cassonetti delle tapparelle, edifici abbandonati, magazzini, anfratti nei muri, ma anche sugli alberi. È autoctono al Sud, dove è presente da sempre, ed è considerato neoinvasivo nel resto d’Italia.

Calabroni orientali in volo e sul bordo dell'ingresso di un nido, in una parete di terra e pietraFoto: Gideon Pisanty (Gidip), CC BY 3.0, Wikimedia Commons

Il nido ha forma cilindrica quando ha spazio. A inizio stagione è molto piccolo, con poche decine di individui, e si amplia con il passare dei mesi.

Tre calabroni orientali su una roccia calcarea piena di fori, vicino alle aperture d'ingressoFoto: Kreta (utente Wikimedia Commons), Public domain, Wikimedia Commons

Cavità nelle rocce e nelle pareti sono ingressi tipici. Un viavai di grossi insetti rossicci in un punto fisso è il segnale che c’è un nido.

Calabrone orientale su un piccolo nido nell'angolo fra il soffitto e il telaio di una finestra con zanzarieraFoto: Arbol01, CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons

In casa controlla anche le aperture rimaste nei muri dopo la rimozione di condizionatori, allarmi o altri impianti: possono diventare un ingresso per un nido.

Nella tua zona può essere presente: l’IZSVe ricorda che la specie si è diffusa lungo la costa tirrenica fino alla Liguria e che sul versante adriatico è stata segnalata in Puglia e nelle Marche.

Quando è attivo il calabrone orientale?

In genere da primavera ad autunno: la colonia vive un anno. In primavera la regina esce dal riparo invernale, fonda il nido e depone le uova. Quando nascono le prime operaie resta nel nido a deporre.

Favo di un nido di calabrone orientale: celle esagonali vuote di carta grigiaFoto: Zeynel Cebeci, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons
  • Estate: la famiglia diventa più numerosa.
  • Autunno: nascono i maschi e le future regine.
  • Con il freddo: le colonie si estinguono. Sopravvivono solo le regine, al riparo.

Il calabrone orientale punge? Quanto è pericoloso?

Sì, può pungere più volte e la puntura è dolorosa; l’ISPRA indica una pericolosità per l’uomo paragonabile a quella del calabrone europeo. La Regione Friuli Venezia Giulia aggiunge che, se disturbato, è particolarmente aggressivo vicino al nido.

  • Punture multiple e dolorose: è il problema indicato per la salute pubblica.
  • Allergia: il rischio più serio riguarda chi è allergico al veleno e può avere una reazione grave.
  • Le precauzioni: sono le stesse che si usano con i calabroni europei.

Attenzione

Dopo una puntura metti del ghiaccio sul punto. Se dopo pochi minuti compaiono orticaria, vertigini o difficoltà di respiro, chiama il 112 e resta disteso con le gambe sollevate. Chi è allergico usa l’autoiniettore di adrenalina e chiama comunque il 112 o va al pronto soccorso.

Perché lo trovo vicino a frutta, rifiuti e alveari?

Perché è un cacciatore, ma si nutre soprattutto di rifiuti: carcasse di animali morti, avanzi di cibo. Le api sono una parte della sua dieta e vengono catturate di solito all’ingresso degli alveari, soprattutto da luglio a ottobre.

Due calabroni orientali che si nutrono della polpa rossa di un frutto, con addome rossastro e banda giallaFoto: Zeynel Cebeci, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons
  • Tieni chiusi i rifiuti e copri cibi e bevande all’aperto.
  • Controlla le lattine prima di bere.
  • Evita profumi, lacca e abiti scuri, larghi o a fiori.

Se hai alveari e vedi calabroni all’ingresso, avvisa il servizio veterinario della tua zona. Per le api leggi anche la guida sull’ape mellifera e la pagina come allontanare le api.

Cosa faccio e cosa non devo fare se trovo un nido?

Allontanati con calma, tieni le persone lontane e fai valutare il nido a chi è autorizzato: non intervenire da solo. Vale per i nidi in casa, in giardino e vicino a passaggi.

  1. Resta calmoSe ne hai uno vicino, evita movimenti bruschi e, se puoi, resta fermo.
  2. Allontana le personeBambini, animali e persone allergiche non devono avvicinarsi al nido.
  3. Fotografa da lontanoSe riesci senza avvicinarti: aiuta a capire che specie è.
  4. Chiedi una valutazioneUna ditta partner valuta come intervenire. L’ISPRA invita a rivolgersi ai soggetti competenti se il nido è in una zona di passaggio.
  • Non intervenire con il fai da te su un nido: la bonifica spetta a personale esperto.
  • Non usare insetticidi per zanzare o altri insetti: agiscono lentamente e gli imenotteri possono pungere prima di morire.
  • Non toccare, scuotere o ostruire il foro d’ingresso.
  • Non usare fuoco o liquidi infiammabili.

Chi interviene e chi devo avvisare?

Una ditta di disinfestazione per il nido; i Vigili del fuoco solo nei casi urgenti; il servizio veterinario se ci sono alveari coinvolti. L’IZSVe invita a segnalare l’insetto o il nido alle autorità competenti e ricorda che l’eliminazione deve essere fatta da personale esperto e formato.

Il Comando dei Vigili del fuoco di Padova, che richiama una circolare del Ministero dell’Interno, indica che gli interventi su vespe e calabroni spettano di norma a enti locali e ditte specializzate. I Vigili intervengono se non si può isolare un locale, non si può allontanare una persona vulnerabile, il nido è di dimensioni straordinarie o l’accesso è difficile. Per il servizio vedi la pagina sulla rimozione del nido di calabroni, quella sulla disinfestazione delle vespe e la panoramica sugli imenotteri.

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Domande frequenti sul calabrone orientale

Il calabrone orientale è una specie aliena?

Dipende da dove. In Italia è autoctono nel Sud, dove è presente da sempre, ed è considerato neoinvasivo nel resto del Paese, dove si è diffuso dal Sud.

È lo stesso del calabrone asiatico?

No. Il calabrone asiatico (velutina) è più scuro e ha le estremità delle zampe gialle. Il calabrone orientale ha corpo rossastro con una banda gialla.

Fa danni alle api?

Sì: è un predatore di api da miele e può stressare gli alveari. L’IZSVe lo considera uno dei nemici più distruttivi delle api.

Le trappole servono?

L’IZSVe le cita per monitorare la presenza della specie, in primavera quando volano le regine oppure a fine estate e inizio autunno; d’estate, indica, non servono. Non sono un metodo per togliere un nido.

Cosa faccio dopo una puntura?

Metti del ghiaccio. Con orticaria, vertigini o difficoltà di respiro dopo pochi minuti chiama il 112. Gli allergici usano l’autoiniettore e vanno al pronto soccorso.

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