Ape mellifera (Apis mellifera): come riconoscerla, sciami e cosa fare se è in casa
L'ape mellifera è un impollinatore prezioso e non si uccide: l'apicoltura è riconosciuta come attività di interesse nazionale. Se trovi uno sciame o un alveare in casa, non toccarlo e chiama un apicoltore.
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In questa pagina
- Come riconosco un’ape mellifera?
- Ape, vespa, bombo o ape legnaiola: come le distinguo?
- Come vive un alveare e perché a volte vedo uno sciame?
- Sciame sul balcone o alveare nel muro: che differenza c’è?
- Le api si possono eliminare? Cosa dice la legge?
- Chi chiamo per uno sciame o per un alveare in casa?
- La puntura dell’ape è pericolosa?
- Domande frequenti sull’ape mellifera
Come riconosco un’ape mellifera?
L’ape mellifera (Apis mellifera, o ape domestica) è un insetto dal corpo tozzo e peloso, di colore marrone più o meno scuro, spesso con il polline raccolto sulle zampe. L’operaia, quella che vedi più spesso sui fiori, è lunga 12-13 mm. La regina arriva a circa 20 mm e il fuco, cioè il maschio, a 15-17 mm (dati dell’Università di Bologna).
- Corpo: tre parti (testa, torace, addome), due paia di ali, tre paia di zampe.
- Colore: marrone, con fasce più scure sull’addome. Niente giallo acceso come nelle vespe.
- Zampe: le bottinatrici portano il polline in palline sulle zampe posteriori.
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In Italia vivono sottospecie proprie: l’ape italiana (Apis mellifera ligustica) e l’ape siciliana sono autoctone ed endemiche, secondo la Lista Rossa IUCN delle api italiane. Una persona sola non le distingue a occhio: conta sapere che sono parte del patrimonio apistico del Paese.
Ape, vespa, bombo o ape legnaiola: come le distinguo?
L’ape è pelosa e marrone, la vespa è nera o marrone scuro e gialla, il bombo è più grosso e molto peloso, l’ape legnaiola è grande e nera con riflessi viola. Saperlo serve, perché cambia chi devi chiamare. I Vigili del fuoco di Padova ricordano che l’ape usa il pungiglione una volta sola, la vespa può usarlo più volte.
| Insetto | Aspetto | Dove vive | Cosa fare |
|---|---|---|---|
| Ape mellifera | Peloso, marrone più o meno scuro | Famiglia numerosa, con favi, in arnia o in una cavità | Chiama un apicoltore |
| Vespa | Nera o marrone scuro e gialla | Nido di materiale simile alla carta | Serve una ditta di disinfestazione |
| Bombo | Più grande di un’ape, con fitta peluria | Colonia di qualche centinaio di individui, spesso nel terreno | Di norma si lascia stare |
| Ape legnaiola | Circa 3 cm, nera con riflessi viola, ali viola cangiante | Gallerie scavate nel legno, da sola | Di norma si lascia stare |
Se l’insetto è molto grande, giallo e marrone, probabilmente è un calabrone: vedi la guida sul calabrone europeo o quella sulla vespa velutina, che attacca proprio le api.
Come vive un alveare e perché a volte vedo uno sciame?
Un alveare è una famiglia con una sola regina, migliaia di operaie e qualche centinaio di fuchi; quando diventa troppo grande, si divide e una parte parte in sciame. L’Istituto Zooprofilattico delle Venezie (IZSVe) indica da 30.000 a 70.000 individui quando le risorse abbondano, e circa 6.000 in inverno. La regina vive 4-5 anni, l’operaia di solito 5-6 settimane.
Al centro dei favi stanno le uova e le larve, intorno le scorte di polline e miele. È una disposizione tipica: la covata sta dove le api riescono a mantenere meglio la temperatura.
La sciamatura è il modo in cui l’alveare si riproduce. I Vigili del fuoco la descrivono come la partenza di una colonia formata da una regina e da parte delle operaie, un fenomeno naturale e frequente nei periodi di fioritura. L’Università di Bologna spiega che la vecchia regina parte con circa metà delle operaie, qualche giorno prima che nasca la nuova, e che lo sciame si raduna vicino all’alveare, spesso su un ramo, in attesa di trovare una nuova casa.
Sciame sul balcone o alveare nel muro: che differenza c’è?
Lo sciame è un gruppo di api di passaggio, l’alveare nel muro è una colonia già insediata con i favi. Il primo di solito riparte da solo o viene portato via in poco tempo, il secondo richiede un intervento sulla struttura.
- Sciame: grappolo di api posato su ramo, balcone, auto, angolo alto. Secondo Unaapi, citata da Il Fatto Quotidiano, in città di solito si ferma solo per qualche ora e, non difendendo un nido, è tra i gruppi di api meno aggressivi.
- Alveare in cavità: le api entrano ed escono da una fessura di un cassonetto, di un sottotetto o di un muro. Dentro hanno costruito i favi.
Attenzione
Anche uno sciame va lasciato stare: non toccarlo, non spruzzarci nulla, non agitare le braccia. L’IZSVe consiglia di non schiacciare le api e di allontanarsi camminando piano, senza movimenti bruschi.
Le api si possono eliminare? Cosa dice la legge?
No: l’ape non si uccide, si sposta. La legge 24 dicembre 2004 n. 313 (Gazzetta Ufficiale n. 306 del 31-12-2004) riconosce l’apicoltura come attività di interesse nazionale, utile alla conservazione dell’ambiente, dell’ecosistema e dell’agricoltura, e finalizzata all’impollinazione naturale e alla biodiversità delle specie apistiche. Cita anche la salvaguardia dell’ape italiana.
I Vigili del fuoco di Padova scrivono che per la loro importanza le api sono considerate protette. L’IZSVe ricorda che dall’ape dipendono la flora spontanea e gran parte delle colture, e che negli ultimi decenni ci sono state morie e spopolamenti. La Lista Rossa IUCN delle api italiane aggiunge che gli impollinatori, tra cui l’ape domestica, favoriscono la riproduzione di oltre l’80% della flora naturale.
Le api raccolgono nettare, polline, propoli e acqua. Se ne vedi sul balcone, spesso sono lì per i fiori o per un punto d’acqua. Qualche ape che passa non è un problema: se ne va da sola.
Chi chiamo per uno sciame o per un alveare in casa?
Chiama un apicoltore della zona o la sua associazione: sono loro che recuperano la colonia e la portano in un apiario. Quotidiano Sanità, riferendo di un accordo del 2019 tra Regione Emilia-Romagna e Vigili del fuoco, scrive che per gli sciami ci si rivolge ad apicoltori o alle loro associazioni e che gli apicoltori non sono obbligati a prelevare i favi. Le regole possono cambiare da Regione a Regione, quindi chiedi al Comune.
- Allontana le personeBambini, animali e persone allergiche lontano dal punto, senza correre.
- Fotografa da lontanoUna foto e l’indirizzo preciso aiutano chi viene a capire se è uno sciame o un nido.
- Contatta un apicoltoreCerca l’associazione di apicoltori della tua zona o chiedi al Comune; Polizia locale e Carabinieri possono indicarti i contatti.
- Sigilla dopoQuando le api sono state portate via, il punto di ingresso va chiuso perché non tornino altre api: una ditta partner della tua zona può occuparsene.
I Vigili del fuoco (115) intervengono solo nei casi indicati da una circolare del Ministero dell’Interno: locali impossibili da isolare, persone vulnerabili che non si possono allontanare, dimensioni straordinarie dei favi, difficoltà di accesso. Per i servizi del sito vedi le pagine sulla disinfestazione delle api, su come allontanare le api e sulla disinfestazione degli imenotteri.
Descrivi il problema nel modulo: una ditta partner della tua zona ti ricontatta con un preventivo gratuito per un intervento nel rispetto della legge e della specie. Poi decidi tu se procedere.
La puntura dell’ape è pericolosa?
Le api sono in genere poco aggressive e pungono per difendere la famiglia, ma la puntura può dare reazioni serie in chi è allergico. L’IZSVe spiega che a difendere l’alveare sono le api guardiane, le più anziane, e che le giovani di solito non pungono nemmeno se disturbate. Il pungiglione ha degli uncini e resta nella pelle: l’ape muore nel giro di 48-72 ore.
Cosa fare dopo una puntura
Togli subito il pungiglione senza schiacciare la pelle intorno, poi metti del ghiaccio. Con orticaria, vertigini o difficoltà di respiro chiama il 112 e fai stare la persona distesa. Chi è allergico usa l’autoiniettore di adrenalina e va al pronto soccorso. Se le punture sono molte o sono alla testa, intorno alla bocca o vicino agli occhi, chiama il medico: sono le sedi più pericolose. Indicazioni di IZSVe e Regione Friuli Venezia Giulia.
Nelle giornate di fioritura guarda dove ti siedi e dove poggi bibite dolci e frutta, perché le api possono posarsi anche lì.
Domande frequenti sull’ape mellifera
L’ape punge più volte?
No: l’ape operaia che punge perde il pungiglione, che ha degli uncini, e muore. Le vespe hanno un pungiglione liscio e possono pungere più volte.
Quando sciamano le api?
In genere in primavera e nei periodi di fioritura. Secondo l’Università di Bologna, la sciamatura è preparata di solito verso metà maggio con la costruzione delle celle per le nuove regine.
Posso chiudere io il foro dove entrano?
Non finché le api entrano ed escono: le chiuderesti dentro. Prima va recuperata la colonia da un apicoltore, poi si sigilla il passaggio.
Uno sciame è pericoloso?
Di solito no, perché non difende un nido. Resta comunque un insieme di migliaia di insetti: tieni distanza e chiama un apicoltore.
Le api italiane sono in pericolo?
L’IZSVe segnala morie e spopolamenti negli ultimi decenni, senza una causa unica: patogeni, inquinamento, clima, meno fioriture. In Italia il fenomeno sembra contenuto, ma si continua a studiarlo.
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