Zecca del piccione (Argas reflexus): perché punge in casa quando il nido è abbandonato

La zecca del piccione (Argas reflexus) vive nei sottotetti e nei nidi dei piccioni. Quando i piccioni se ne vanno può cercare sangue nelle abitazioni e pungere le persone, con reazioni a volte forti.

Digiuno7 anniResistenza della zecca senza pasto, secondo l'ISS
Uova per volta200-600Nelle zecche molli; ciclo in circa 40 giorni
Periodo in casanov-marQuando entra più spesso nelle abitazioni (ISS)

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Che cos’è la zecca del piccione e come la riconosco?

La zecca del piccione è Argas reflexus, una zecca molle che di solito si nutre di uccelli. L’ISS la indica come la zecca molle più comune in Italia. Vive vicino ai piccioni, ma quando i piccioni non ci sono più può pungere anche le persone.

Si riconosce perché non ha lo scudo duro sul dorso delle zecche dei boschi o dei cani: il corpo è ovale, appiattito e con un bordo ben visibile, e il rostro sta sotto, in una piccola fossetta. Nella foto qui sotto vedi il dorso color ocra con un disegno scuro. L’ISS dice che gli argasidi non hanno scudo in nessuno stadio e che il genere Argas non ha occhi.

Zecca del piccione (Argas reflexus) con il corpo ovale e il disegno scuro sul dorso, appoggiata sulla pelleFoto: PaulT, CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons

È la forma che puoi trovare dentro casa: ovale, piatta, senza scudo e con un disegno sul dorso.

Se ne trovi una, non schiacciarla: conservala in un contenitore chiuso e mostrala a un tecnico o al medico, perché i sintomi della puntura si confondono facilmente con altri.

ZeccaTipoDove la trovi
Zecca del piccione (Argas reflexus)Molle, senza scudoSottotetti, nidi, anfratti di muri e legno vicino ai piccioni
Zecca dei boschi (Ixodes ricinus)Dura, con scudoBoschi e prati umidi
Zecca del cane (Rhipicephalus sanguineus)Dura, con scudoZone calde e asciutte, cortili, case

Dove vive la zecca del piccione?

Vive dove vivono i piccioni: sottotetti, soffitte, cornicioni e nidi. L’ISS spiega che era originariamente un parassita del piccione selvatico e poi anche di quello domestico, diventando una specie ben adattata agli ambienti urbani. Di giorno si nasconde negli anfratti di muri e legno.

Tetto di coppi in terracotta con una quindicina di piccioni posatiFoto: Nino Barbieri, CC BY 2.5, Wikimedia Commons

Uno studio condotto in cinque città dell’Alta Slesia (Polonia) ha trovato la zecca in sottotetti, soffitte, appartamenti e scale degli edifici dove i piccioni erano numerosi. In un’ora di raccolta sono stati contati da 38 a 109 esemplari per ogni sito.

Sottotetto visto dal basso, con travi in legno, travicelli e tavelle in laterizio sotto il tettoFoto: Marcok (it.wikipedia), CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons
  • Sottotetti e soffitte: spazi chiusi, caldi e poco frequentati.
  • Anfratti di muri e legno: è lì che si nasconde di giorno, grazie a una forte risposta al contatto.
  • Nidi e luoghi di sosta: vicino ai piccioni, che sono la sua fonte di sangue.

Perché arriva in casa quando il nido viene abbandonato?

Perché, senza più uccelli da cui nutrirsi, la zecca cerca sangue altrove, anche nelle persone. L’ISS segnala sempre più attacchi all’uomo in prossimità di luoghi un tempo occupati dai piccioni. Anche uno studio polacco conferma che attacca le persone quando non ha il suo ospite naturale.

Nido di fuscelli e paglia con due uova bianche, appoggiato in un angolo contro un muroFoto: Sanjay Acharya, CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons

Il nido si svuota

I piccioni se ne vanno. La zecca resta negli anfratti dove si nascondeva.

Digiuna a lungo

L’ISS parla di una resistenza eccezionale: fino a sette anni senza mangiare.

Cerca un altro ospite

Caldo e CO2 emessa da chi respira la attirano verso le abitazioni, soprattutto da novembre a marzo.

Attenzione

Togliere i piccioni o un nido non basta: la zecca resiste al digiuno fino a sette anni e può restare nell’edificio. L’ISS definisce il suo controllo complesso e costoso.

Come si riproduce e quanto cresce in fretta?

Il ciclo può chiudersi in circa 40 giorni in condizioni ottimali. L’ISS spiega che gli argasidi, a differenza delle zecche dure, dopo aver deposto le uova non muoiono ma sono pronti a un altro pasto.

Zecca molle del genere Argas con un gruppo di uova scure deposte accanto al corpoFoto: CDC (Public Health Image Library, n. 5967), Public domain, Wikimedia Commons
  • Uova: 200-600 per volta, secondo l’ISS per le zecche molli.
  • Stadi: larva, due ninfe e adulto.
  • Pasti: di notte, rapidi e abbondanti; di giorno la zecca si nasconde vicino all’ospite.

Cosa provoca la puntura e quali sono i rischi?

La puntura può causare lesioni anche gravi per il forte potere allergizzante della saliva. L’ISS precisa che non è stato riconosciuto un ruolo di questa zecca nella trasmissione di patogeni all’uomo: trasmette invece malattie degli uccelli.

  • Larve e ninfe piccole: lo studio italiano su 46 persone con infestazione in casa descrive papule piccole e multiple, spesso con febbre, mal di testa e brividi.
  • Adulti: di norma un nodulo isolato con una zona centrale emorragica e necrotica, che può diventare un’ulcera.
  • Punture ripetute: secondo studi polacchi possono portare a reazioni locali forti e persistenti, con cicatrici e macchie scure.
  • Allergia: in uno studio, 8 dei 15 residenti esaminati in appartamenti infestati avevano disturbi e positività ai test cutanei. È descritto anche il rischio di reazioni allergiche gravi.

Attenzione

Se dopo la puntura hai difficoltà a respirare, gonfiore di viso o gola, o ti senti svenire, chiama subito il 112. Altrimenti parla con il medico: i morsi di questa zecca possono essere scambiati per altre cause.

Quando devo andare dal medico?

Se dopo le punture compaiono noduli, ulcere, febbre o un prurito forte, o se le reazioni peggiorano a ogni puntura. Sono i quadri descritti negli studi sulle infestazioni in casa. Dì al medico che nell’edificio ci sono o c’erano piccioni: è un’informazione utile per capire la causa.

Lo studio italiano sui casi in casa attribuisce alle larve il 41,3% degli episodi, soprattutto in primavera, e a ninfe e adulti il 58,7%, tra marzo e maggio e a fine estate, soprattutto in settembre.

Cosa faccio se sospetto che sia in casa?

Non cercare il nido da solo: parla con il medico per i sintomi e chiedi a una ditta partner di ispezionare dove nascono le punture. L’ISS indica che trovare i punti in cui si raggruppano le zecche è il primo passo, e che gli interventi vanno ripetuti nel tempo perché le uova resistono ai trattamenti.

Ti serve una disinfestazione dalle zecche dei piccioni?

Descrivi dove le hai trovate nel modulo: una ditta partner della tua zona ti ricontatta con un preventivo gratuito di disinfestazione. Poi decidi tu se procedere.

Richiedi preventivo gratuito

  • Non pulire nidi e guano da solo: la bonifica va affidata a chi lavora con metodo e protezioni.
  • Non usare prodotti da solo: scegliere il trattamento spetta a un tecnico.
  • Piccioni: per la situazione in città o in condominio informati presso il Comune o l’ASL; una ditta partner valuta nidi e accessi.

Come evito che succeda?

Si previene controllando i piccioni: niente luoghi di sosta, niente nidi, niente cibo. È la linea indicata dall’ISS, che parla di reti, fili, punte, eliminazione dei siti di riposo e di nidificazione, e di limitare la distribuzione di cibo ai piccioni.

Dissuasori a punte metalliche montati lungo il bordo della grondaia di un edificioFoto: Luigi Chiesa, CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons

Domande frequenti sulla zecca del piccione

La zecca del piccione trasmette malattie alle persone?

L’ISS scrive che non è stato riconosciuto il suo ruolo nella trasmissione di patogeni all’uomo. Il problema principale è la puntura, che può provocare reazioni allergiche forti.

Quanto può restare senza mangiare?

Secondo l’ISS fino a sette anni: per questo può restare in un sottotetto anche dopo che i piccioni se ne sono andati.

Perché mi punge di notte?

Gli argasidi di giorno si nascondono vicino all’ospite e si nutrono di notte, con pasti rapidi e abbondanti.

Quando entra più spesso in casa?

L’ISS segnala soprattutto il periodo da novembre a marzo, quando caldo e CO2 emessa da chi respira la attirano verso le abitazioni.

Rimuovere il nido basta a eliminarla?

No. Le zecche già presenti possono restare nascoste. Serve un’ispezione e, se necessario, un intervento di un tecnico, ripetuto nel tempo.

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