Acaro rosso del pollame (Dermanyssus gallinae): perché punge in casa e come riconoscerlo
L'acaro rosso del pollame (Dermanyssus gallinae) vive nelle fessure di pollai e nidi e si nutre di notte. Quando il nido si svuota può pungere le persone: serve trovare la fonte, non solo pulire casa.
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In questa pagina
- Che cos’è l’acaro rosso del pollame?
- Come lo riconosco se è così piccolo?
- Dove vive l’acaro rosso: pollai, nidi, balconi?
- Perché arriva in casa quando il nido viene abbandonato?
- Cosa provoca la puntura e quando devo andare dal medico?
- Quanto resiste l’acaro e perché togliere il nido non basta?
- Cosa devo fare e quando serve una ditta partner?
- Come si previene in pollaio e sul balcone?
- Domande frequenti sull’acaro rosso del pollame
Che cos’è l’acaro rosso del pollame?
L’acaro rosso del pollame è Dermanyssus gallinae, un parassita che succhia il sangue degli uccelli, soprattutto delle galline. Colpisce anche tacchini, anatre, piccioni e uccelli selvatici e, occasionalmente, cani, cavalli e persone. Non è il “ragnetto rosso” delle piante, che è un altro acaro: se cerchi quello, vedi disinfestazione ragnetti rossi.
È un parassita temporaneo: sull’uccello va solo a mangiare, poi torna a nascondersi. Per questo, quando l’uccello se ne va, l’acaro resta nelle fessure.
L’adulto misura da 0,75 a 1 mm (ARPAE; 0,7-1 mm per una rassegna del 2025). È grigio biancastro a digiuno e rosso bruno dopo il pasto di sangue.
A occhio nudo è un puntino: lo noti quando si muove o quando ne trovi tanti insieme.
Come lo riconosco se è così piccolo?
Lo riconosci dal colore che cambia, dal posto in cui si nasconde e dagli orari. Di giorno vive negli angoli, nelle cerniere dei posatoi, nelle fessure e nelle crepe dei muri; dopo il tramonto e fino all’alba si sposta sugli ospiti per il pasto di sangue.
- Colore: da grigio biancastro a rosso bruno, a seconda di quanto sangue ha digerito.
- Posti: crepe e fessure di nidi, posatoi, gabbie e muri.
- Orario: si nutre di notte, a intervalli di 2-3 giorni sullo stesso ospite.
- Ciclo: uovo, larva, protoninfa, deutoninfa, adulto; la larva non si nutre.
Ricorda
L’identificazione corretta dell’acaro è il primo passo: lo scrivono gli autori di uno studio sui focolai in città. Se puoi, raccogli qualche esemplare in un contenitore chiuso e mostralo a un tecnico o al medico.
Dove vive l’acaro rosso: pollai, nidi, balconi?
Vive dove ci sono uccelli e fessure: pollai e allevamenti, nidi di piccioni e di uccelli selvatici, e le case vicine a nidi. Sono tre ambienti diversi, con problemi diversi.
Pollai e allevamenti
Posatoi, gabbie, cassette e crepe. Nelle ovaiole in gabbia può contare decine di migliaia di acari per gallina.
Nidi di piccioni e di altri uccelli
Fessure di nidi e posatoi. In città il caso tipico è il nido di piccioni vicino alle abitazioni.
Balconi, sottotetti e case vicine
Se il nido è vicino e l’uccello se ne va, gli acari possono passare alle persone.
Nei pollai, dice l’ARPAE, il problema aumenta con cattiva igiene, mancanza del vuoto sanitario e misure di controllo inadeguate. L’acaro può arrivare con volatili infestati, gabbie o cartoni per le uova riciclati, persone che lavorano con gli animali, roditori e uccelli.
Nei pollai gli acari si nascondono negli angoli delle gabbie, nelle cerniere dei posatoi, negli anfratti nella pollina e nelle crepe dei muri. Per le galline infestate l’ARPAE descrive nervosismo, prurito, dermatiti e anemia, e talvolta la morte dell’animale.
Perché arriva in casa quando il nido viene abbandonato?
Perché l’acaro vive nel nido e si nutre dell’uccello solo ogni 2-3 giorni: se l’uccello non c’è più, cerca sangue altrove, anche nelle persone. È il meccanismo descritto da uno studio su 11 focolai in città del Sud Italia, tra il 2001 e il 2009: la fonte erano nidi di piccioni abbandonati vicini alle abitazioni.
- Il nido è occupatoGli acari vivono nelle fessure e salgono sull’uccello di notte.
- Il nido si svuotaPer l’ARPAE, in assenza dell’ospite, attaccano di notte le persone, particolarmente i bambini.
- Le punture inizianoPrurito e dermatite, spesso senza che nessuno sospetti l’origine.
Per questo il problema può nascere da un balcone, da un cornicione o da un sottotetto vicino. Nei casi studiati, in tutti i pazienti la diagnosi iniziale era sbagliata e le cure mediche non risolvevano il problema.
Cosa provoca la puntura e quando devo andare dal medico?
La puntura può causare prurito forte e dermatite; se i sintomi non passano, vai dal medico e racconta del nido vicino a casa. L’ARPAE descrive irritazione cutanea, prurito, reazioni allergiche e, nei casi più gravi, eczemi con papule e vescicole pruriginose.
- Dove: in chi lavora con il pollame l’irritazione può comparire su tutto il corpo, ma è più intensa su braccia, polsi, nuca, petto e schiena.
- Quando: l’infestazione è più comune da maggio a ottobre, ma l’acaro è presente anche d’inverno.
- Quanto dura: in un caso italiano, una contadina con un piccolo allevamento infestato ha avuto una dermatite sul cuoio capelluto per mesi, nonostante taglio dei capelli, soluzioni irritanti e pulizia completa della casa.
Attenzione
Qui riportiamo solo ciò che dicono le fonti. Diagnosi e cura spettano al medico. Se il prurito di notte non passa e vicino a casa ci sono o c’erano nidi di uccelli, dillo al medico: la causa può non essere evidente.
Quanto resiste l’acaro e perché togliere il nido non basta?
Resiste mesi senza mangiare e si moltiplica in fretta: togliere solo l’uccello o il nido non basta. Una rassegna del 2025 riporta che senza mangiare le ninfe sopravvivono 8-9 mesi a 5 °C e circa 6 settimane a 25 °C. L’ARPAE indica che un allevamento resta infestato anche 4-5 mesi dopo l’allontanamento degli animali.
- Temperatura: 25-30 °C sono ottimali per sopravvivenza e riproduzione.
- Velocità: a 20-25 °C e con umidità sopra il 70% il ciclo può ridursi a 7-10 giorni e la popolazione può raddoppiare in una settimana.
- Rifugi: fessure, crepe dei muri e anfratti: lì restano anche senza ospiti.
Cosa devo fare e quando serve una ditta partner?
Per un nido infestato la strada indicata dagli studi è identificare bene l’acaro, rimuovere i nidi e disinfestare le aree contaminate. Sono interventi da affidare a chi lavora con metodo e protezioni, non da fare a mani nude.
Descrivi il problema nel modulo: una ditta partner della tua zona ti ricontatta con un preventivo gratuito di disinfestazione. Poi decidi tu se procedere.
- Nidi di piccioni: la rimozione e la bonifica richiedono protezioni e smaltimento corretto: vedi pulizia del guano.
- Non usare prodotti da solo: scegliere il trattamento spetta a un tecnico.
- Pollaio con galline: chiedi al veterinario come gestire animali e ambiente.
Come si previene in pollaio e sul balcone?
Si previene con igiene, controlli regolari e togliendo i posti dove gli uccelli possono fare il nido. Per i pollai l’ARPAE insiste su igiene, vuoto sanitario e misure di controllo adeguate; per le case, sul fatto che la fonte di molti casi sono i nidi di piccioni.
- Pollaio: controlla fessure, posatoi e cassette; non introdurre cartoni per uova riciclati o animali di cui non conosci lo stato.
- Balconi e cornicioni: impedisci ai piccioni di fare il nido: vedi le soluzioni per allontanare i volatili e i piccioni sul balcone.
- Altre zecche e parassiti dei piccioni: leggi anche la guida sulla zecca del piccione.
Domande frequenti sull’acaro rosso del pollame
L’acaro rosso punge le persone?
Sì, occasionalmente. Succede soprattutto quando mancano gli uccelli di cui si nutre, ad esempio dopo l’abbandono di un nido vicino a casa.
Quanto è grande?
L’adulto misura 0,75-1 mm: a occhio nudo è un puntino grigio o rossastro.
Perché non lo vedo di giorno?
Di giorno resta nascosto in fessure e crepe; si sposta sull’ospite dopo il tramonto, fino alle prime ore dell’alba.
Una pulizia a fondo della casa basta?
Non se la fonte resta dov’è: in un caso italiano, legato a un piccolo allevamento infestato, la dermatite è durata mesi nonostante la pulizia completa della casa. Va trovata e gestita la fonte.
È pericoloso per i bambini?
L’ARPAE riporta che gli acari dei nidi attaccano di notte le persone, particolarmente i bambini. Per i sintomi parla con il pediatra o il medico.
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