Hantavirus: cosa sono, come si trasmettono dai roditori e come proteggersi
Gli hantavirus sono virus dei roditori che raramente passano all'uomo, soprattutto respirando polveri con urine, feci o saliva. Per l'ISS non risultano casi umani segnalati in Italia; qui trovi quali roditori li ospitano in Europa e come pulire e prevenire in sicurezza.
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In questa pagina
- Che cosa sono gli hantavirus?
- Perché si parla tanto di hantavirus in questo periodo?
- Quali roditori portano gli hantavirus in Europa e in Italia?
- Come ci si contagia?
- Ci sono casi in Italia?
- Quali sono i sintomi e quando rivolgersi al medico?
- Come si puliscono in sicurezza gli escrementi di roditori?
- Come si evita che i roditori entrino in casa?
- Che ruolo ha la derattizzazione fatta da una ditta?
- Domande frequenti sugli hantavirus
Che cosa sono gli hantavirus?
Gli hantavirus sono virus dei roditori che solo di rado passano all’uomo. Gli animali che li ospitano di solito non si ammalano, ma una persona che li respira può avere una malattia che va da lieve a molto grave, a seconda del virus e della zona del mondo.
Esistono molti hantavirus e ognuno è legato, in genere, a una sola specie di roditore. Per questo la domanda giusta non è «i topi portano l’hantavirus?», ma «quale virus, in quale roditore, in quale Paese?».
In breve
Due quadri clinici principali. In Europa e in Asia gli hantavirus causano la febbre emorragica con sindrome renale, che colpisce soprattutto i reni. Nelle Americhe causano la sindrome cardiopolmonare, che colpisce polmoni e cuore.
In Europa i virus più importanti sono Puumala e Dobrava. Il virus Puumala, secondo l’ECDC, è il più frequente e di norma dà una forma più lieve, chiamata nefropatia epidemica. Dobrava causa meno casi, ma in genere più gravi.
Perché si parla tanto di hantavirus in questo periodo?
Le notizie del 2026 riguardano il virus Andes, un hantavirus sudamericano, e non i roditori che hai in Italia. Il 2 maggio 2026 l’OMS ha segnalato un gruppo di casi di grave malattia respiratoria su una nave da crociera con passeggeri e equipaggio di 23 Paesi.
L’ECDC riporta, al 17 giugno 2026, 13 casi (12 confermati e 1 probabile) e 3 decessi. L’OMS ha dichiarato concluso il focolaio il 2 luglio 2026.
Ricorda
L’ISS e l’ECDC spiegano che il roditore che ospita il virus Andes non vive in Europa. Per questo non si prevede che il virus si stabilisca nei roditori europei, e il rischio per la popolazione generale è giudicato molto basso.
Il virus Andes è anche l’unico hantavirus per cui è documentato il contagio da persona a persona, in contatti stretti e prolungati. È una situazione diversa da quella degli hantavirus europei, che si prendono dai roditori e non da un’altra persona.
Quali roditori portano gli hantavirus in Europa e in Italia?
In Europa il virus più frequente, Puumala, è ospitato dall’arvicola rossastra (Myodes glareolus). Questo roditore vive in tutta l’Italia continentale, dal piano basale al limite del bosco, ma è assente dalle isole e dalla penisola salentina, secondo la scheda del Gruppo Piccoli Mammiferi.
L’arvicola rossastra è lunga 85-110 mm di testa e corpo, con pelo bruno rossastro sul dorso e coda che arriva a circa metà del corpo. È legata ai boschi freschi e umidi, soprattutto con sottobosco e lettiera.
È una specie legata soprattutto ai boschi e alle aree con arbusti.
Il virus Dobrava è associato, secondo un articolo di Emerging Infectious Diseases del 2026, al topo selvatico collogiallo (Apodemus flavicollis). L’ECDC parla più in generale di «topi e ratti» per Dobrava e Seoul.
In Italia il topo selvatico collogiallo è diffuso in tutta la penisola, esclusi i contesti molto urbanizzati o intensamente coltivati, e manca nelle isole. Vive soprattutto nei boschi, specie di latifoglie.
Ha ventre nettamente bianco, occhi grandi e orecchie molto sviluppate.
| Virus | Ospite documentato | Dove | Malattia |
|---|---|---|---|
| Puumala | Arvicola rossastra | Il più frequente in Europa | In genere più lieve (nefropatia epidemica) |
| Dobrava | Topo selvatico collogiallo (secondo EID 2026) | Europa, meno casi | In genere più severa |
| Seoul | Ratto di fogna e ratto nero | Documentato solo occasionalmente in Europa | Da lieve a sindrome renale |
| Tula | Arvicole (specie non indicata dall’ECDC) | Eurasia | Può dare infezioni lievi |
| Andes | Roditore sudamericano, assente in Europa | Sud America | Sindrome cardiopolmonare |
Attenzione
Non attribuire il rischio ai topi di casa a occhi chiusi. Nelle fonti sanitarie consultate il topo domestico non risulta ospite di hantavirus europei: lo studio EID 2026 lo cita per un altro virus, la coriomeningite linfocitaria (LCMV). Per i ratti, l’unico hantavirus documentato è Seoul. Per l’arvicola di Savi, la più comune nei nostri prati, non abbiamo trovato alcuna fonte sanitaria che la indichi come portatrice.
Se vuoi distinguere questi animali, leggi la guida su la differenza tra ratti e topi, quella sul topo domestico e quella su arvicole e topi selvatici in giardino.
Come ci si contagia?
Il contagio avviene soprattutto respirando polveri contaminate da urine, feci o saliva di roditori infetti. L’ECDC lo descrive come inalazione di aerosol; l’ISS aggiunge il contatto con superfici contaminate.
Il morso di un roditore è una via possibile ma rara. Il rischio sale con il lavoro all’aperto (agricoltura, boschi, giardinaggio) e quando si puliscono cantine, soffitte e locali rimasti chiusi con tracce di roditori.
- Polvere sollevata: spazzare o aspirare a secco gli escrementi disperde particelle nell’aria.
- Locali chiusi: l’OMS indica come situazione a rischio la pulizia di spazi chiusi o poco ventilati.
- Tra persone: per gli hantavirus europei non è documentato. Lo è solo per il virus Andes.
L’ECDC riporta anche che il virus Puumala può restare infettivo a temperatura ambiente per circa due settimane (dato di uno studio del 2006). Meglio non dare per scontato che tracce non recenti siano innocue.
Ci sono casi in Italia?
Secondo l’ISS non risultano segnalazioni di casi umani di infezione sul territorio nazionale. La frase compare nella pagina «Hantavirus, cosa sapere», pubblicata l’8 maggio 2026 e modificata il 15 giugno 2026.
Anche nei dati inviati all’ECDC l’Italia risulta con zero casi in ogni anno dal 2016 al 2021, mentre Paesi vicini come Austria, Slovenia e Francia ne hanno notificati in ognuno di quegli anni (ECDC, rapporti annuali 2020 e 2021). Nell’Unione europea i casi riportati erano 4.860 nel 2021 e 1.885 nel 2023, per oltre il 60% in Finlandia e Germania.
Due cose possono essere vere insieme
Nessun caso segnalato non vuol dire che il virus non esista. Studi scientifici hanno trovato anticorpi in roditori del Trentino nel periodo 2000-2003 (0,4% delle arvicole rossastre e 0,2% dei topi collogiallo esaminati) e, in uno studio pubblicato nel 2026 su 371 pazienti del Novarese con altre patologie (campioni del 2004-2018), in 27 persone (7,3%). Gli autori parlano di infezioni poco diagnosticate in Italia.
Questi studi non sono dati di sorveglianza e non contano casi di malattia confermati. Servono a capire che i virus europei possono circolare anche da noi, e per questo ha senso la prevenzione pratica descritta più avanti.
Quali sono i sintomi e quando rivolgersi al medico?
All’inizio i sintomi somigliano a quelli di un’influenza: febbre alta, mal di testa, dolori muscolari, nausea, dolori addominali e alla schiena. Secondo l’ECDC compaiono di solito dopo circa tre settimane dal contatto, con un intervallo da circa 10 giorni a 6 settimane.
Nelle infezioni da Puumala sono frequenti i disturbi della vista. Nelle fasi successive possono comparire pressione bassa, sanguinamenti e diminuzione dell’urina. Nella forma americana, ricorda l’ISS, compaiono improvvisa difficoltà respiratoria e pressione bassa.
Se hai avuto contatti con roditori
I CDC americani consigliano di rivolgersi subito a un medico quando si sospetta la malattia e di dire che c’è stata una possibile esposizione a roditori, perché i primi sintomi sono simili a quelli influenzali. Una difficoltà respiratoria improvvisa va valutata subito da un medico o dal 112.
Non esiste un antivirale specifico autorizzato né un vaccino: la cura è di supporto, cioè controlla le complicanze. Per terapia e diagnosi decide solo il medico.
Come si puliscono in sicurezza gli escrementi di roditori?
Si puliscono a umido e mai a secco: niente scopa e niente aspirapolvere. È l’indicazione di ISS, OMS e CDC, e serve a non sollevare in aria le particelle contaminate.
Un locale come questo si affronta con ordine. Prima di toccare qualcosa, ventila e preparati.
Se non sei sicuro di che cosa hai davanti, guarda la guida per riconoscere gli escrementi di topo.
- VentilaL’ECDC indica di ventilare i locali. I CDC consigliano di aprire porte e finestre per circa 30 minuti prima di iniziare, restando fuori dalla stanza.
- ProteggitiGuanti di gomma o monouso e mascherina, come indica l’ECDC. Se i residui sono molti, i CDC prevedono protezioni maggiori, come un respiratore con filtro HEPA.
- InumidisciBagna escrementi, nidi e superfici con un detergente o un disinfettante, seguendo il tempo di posa indicato in etichetta.
- RaccogliUsa carta assorbente, poi chiudi tutto in un sacchetto e butta nel rifiuto. Per animali morti o nidi, i CDC indicano un doppio sacchetto ben chiuso.
- Disinfetta e lavatiPassa un disinfettante sulle superfici vicine, togli i guanti e lavati bene le mani.
I guanti proteggono la pelle e le mani dal contatto con urine, feci e superfici contaminate.
Levali con cura e non toccarti il viso prima di aver lavato le mani.
Una mascherina antipolvere è un esempio di protezione delle vie respiratorie. Il tipo adatto dipende da quanto materiale c’è da pulire.
Se la quantità è importante, è più prudente affidarti a una ditta di disinfestazione.
Descrivi il problema nel modulo: la richiesta passa a una ditta partner della tua zona.
Come si evita che i roditori entrino in casa?
Si chiudono gli accessi e si tolgono cibo e rifugi. L’ISS indica di tenere puliti casa e luoghi di lavoro, eliminare cibo e ripari, sigillare fessure e aperture e conservare cibo e rifiuti in contenitori chiusi.
Anche uno spazio sotto una porta, una crepa vicino ai battiscopa o il varco attorno a un tubo possono essere un passaggio. Controlla in particolare cantine, garage, magazzini e sottotetti.
Se vuoi capire perché i roditori arrivano, leggi perché arrivano i topi in casa.
- Cibo: chiudi sacchi e confezioni in contenitori rigidi, anche mangime di animali.
- Rifiuti: usa pattumiere chiuse e non lasciare sacchi in terra.
- Rifugi: togli cataste, scatoloni e materiali accumulati vicino ai muri.
- Locali chiusi da tempo: prima di rientrare per pulire, ventila.
La guida su cosa odiano i topi parla dei mezzi per tenerli lontani, ma nessun repellente sostituisce la chiusura fisica dei varchi.
Che ruolo ha la derattizzazione fatta da una ditta?
La derattizzazione ferma la presenza dei roditori all’origine, e questo è il punto su cui insistono le fonti sanitarie. L’ECDC mette al primo posto il controllo dei roditori e, subito dopo, evitare il contatto con i loro escrementi.
Un tecnico di una ditta di disinfestazione controlla dove passano, individua gli accessi, sceglie metodi e punti di posizionamento e ti dice cosa chiudere. Per le esche e le formulazioni professionali decide il tecnico, e il fai da te con esche velenose è un rischio per bambini e animali domestici.
- Ispezione: si capisce quale roditore è e da dove entra.
- Mezzi scelti dal tecnico: trappole o postazioni, posizionate in modo sicuro.
- Chiusura degli accessi: senza questa, i roditori tornano.
- Pulizia dei locali: si può fare dopo, con le precauzioni descritte sopra.
Per il servizio vedi la pagina sulla derattizzazione; per pulizia e trattamenti dei locali, la pagina su disinfezione e sanificazione. Se il roditore è un ratto, leggi anche la scheda sul topo di fogna o sul ratto nero.
Domande frequenti sugli hantavirus
Gli hantavirus passano da persona a persona?
Per gli hantavirus europei non risulta. Lo è solo per il virus Andes, in contatti stretti e prolungati, e il suo roditore ospite non vive in Europa.
Il topo di casa trasmette l’hantavirus?
Nelle fonti sanitarie consultate il topo domestico non è indicato come ospite degli hantavirus europei. I ratti sono ospiti del virus Seoul, documentato solo occasionalmente in Europa.
Esiste un vaccino?
No: l’ECDC dice che nell’Unione europea non ne è autorizzato nessuno, e l’ISS che non ci sono antivirali specifici autorizzati. La cura è di supporto.
Posso usare l’aspirapolvere per togliere gli escrementi?
No. ISS e OMS indicano di non spazzare né aspirare a secco: prima si inumidisce con detergente o disinfettante, poi si raccoglie.
Se trovo escrementi in cantina, devo preoccuparmi?
Non serve allarmarsi, ma serve cautela. Ventila, pulisci a umido con guanti e mascherina e fai chiudere gli accessi, perché la presenza di roditori va comunque risolta.
Cosa dico al medico se sto male dopo aver pulito un locale con roditori?
Racconta che hai avuto contatto con roditori o con i loro escrementi, e quando. I CDC raccomandano proprio di segnalare l’esposizione, perché i primi sintomi sono simili a quelli influenzali.
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