Storno (Sturnus vulgaris): come riconoscerlo, dormitori in città e cosa fare

Lo storno è un uccello selvatico che in Italia non è cacciabile: non si uccide né si cattura. Qui trovi come riconoscerlo, perché si raduna in città e quali metodi leciti servono per allontanarlo.

Lunghezza19-22 cmPeso 70-100 g
Dormitori urbaniDecine di migliaiaDi uccelli radunati in un solo punto
NidificazioneDa metà aprileIn cavità di alberi e anfratti degli edifici

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Come riconosco lo storno?

Lo storno (Sturnus vulgaris) è un uccello nero lucido, lungo 19-22 cm, con il becco giallo in primavera e il piumaggio punteggiato di chiaro. Pesa 70-100 g: è molto più piccolo di un piccione.

Storno adulto su un ramo, con il becco aperto: piumaggio scuro con riflessi verdi e violacei e macchiettature chiareFoto: Jacob Spinks from Northamptonshire, England, CC BY 2.0, Wikimedia Commons
  • Piumaggio: nero con riflessi violacei e verdastri e macchie chiare; in inverno è meno brillante e il becco diventa più scuro.
  • Forma: becco lungo e appuntito, ali triangolari, coda corta.
  • Abitudini: è molto gregario e si riunisce in stormi che possono contare centinaia di individui.

In breve

Se vedi uno stormo scuro che di sera arriva sugli alberi del viale, quasi sempre sono storni. Di giorno mangiano in campagna, la sera tornano a dormire in città.

Perché gli storni arrivano in città e dove dormono?

In città trovano alberi e cavi dove passare la notte in gruppo, con meno predatori e un po’ più di caldo. Per questo si formano i dormitori: di giorno gli storni cercano cibo in campi e pascoli, la sera rientrano.

Un grande stormo di storni in volo in un cielo azzurro al tramonto sopra la stazione Termini di RomaFoto: Moskenes, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons
  • Nord Italia: gli stormi sono più numerosi tra fine settembre e inizio novembre, quando passa il grosso della migrazione.
  • Roma e centro-sud: ci sono tutto l’anno e in inverno aumentano con i gruppi che arrivano da nord.
  • Dimensioni: nei dormitori urbani possono radunarsi decine di migliaia di individui.

Cavi e rami sono solo il luogo di sosta. Se i posatoi diventano scomodi, gli storni ne cercano altri, anche non lontani.

Lo storno è protetto? Si può abbattere?

No: in Italia lo storno non è una specie cacciabile e non si può uccidere né catturare per togliere un fastidio. Come tutti gli uccelli selvatici in stato di libertà, è tutelato dalla legge 157/1992, che vieta anche di distruggere o danneggiare deliberatamente nidi e uova (art. 21, comma 1, lettera o).

Una precisazione utile

Lo storno non è cacciabile per una scelta italiana, non europea. La direttiva Uccelli (2009/147/CE) lo elenca tra le specie che alcuni Stati possono cacciare (allegato II, parte B), ma il DPCM 21 marzo 1997 lo ha tolto dall’elenco italiano delle specie cacciabili dell’art. 18 della legge 157/1992.

Esistono eccezioni, ma non riguardano il privato. Per i danni alle colture alcune Regioni approvano piani di controllo o prelievi in deroga, con il parere dell’ISPRA, e li attuano soggetti incaricati. Il piano dell’Emilia-Romagna, per esempio, chiede alle aziende agricole di usare prima metodi di dissuasione non cruenti.

Cosa non fare

Niente veleni, trappole, colla, spari o reti di cattura. Sono mezzi vietati ai privati e mettono a rischio bambini, animali domestici e altri uccelli. La LIPU segnala che in passato si è tentato di controllare gli storni, anche in città, con veleni, armi da fuoco e trappole.

Lo storno può nidificare in casa o sul tetto?

Sì: nidifica in qualunque cavità, anche tra le tegole o in un foro del muro. Di solito usa cavità di alberi o di rocce, ma da tempo si adatta agli anfratti degli edifici.

Storno che porta del cibo nel becco a un nido, in un foro nell'intonaco chiaro di una pareteFoto: Marie-Lan Taÿ Pamart, CC BY 4.0, Wikimedia Commons
  • Quando: in genere da metà aprile, con una o due nidiate l’anno (dato umbro).
  • Uova: di solito da 4 a 6, di colore verde-azzurro, covate da entrambi i genitori per circa due settimane.
  • Come capirlo: uccelli che entrano ed escono dallo stesso foro con insetti nel becco, richiami dei pulcini.
Tre giovani storni affacciati insieme a una cavità nel tronco di un albero, con il becco gialloFoto: Maurizio Carlini, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

Con il nido occupato, non toccare il foro e non chiuderlo: dentro ci sono uova o pulcini. Aspetta la fine della stagione riproduttiva e controlla bene che la cavità sia vuota prima di sigillarla. Nelle cavità possono esserci anche altri uccelli e pipistrelli, che sono protetti come gli storni.

Che problemi dà davvero?

In città il problema è lo sporco e il rumore sotto i dormitori; in campagna il danno ai raccolti. In entrambi i casi il numero di uccelli conta più del singolo individuo.

Guano sotto i dormitori

Su marciapiedi, auto e facciate si accumulano guano e penne. Il problema è igienico e di disturbo.

Rumore serale

Uno stormo numeroso è rumoroso, soprattutto quando si ferma vicino a viali, finestre e cornicioni.

Danni alle colture

Mangiano frutta, olive, uva e semi; i danni più segnalati riguardano ciliegi, frutteti e vigneti.

Per la pulizia del guano e per la bonifica leggi la pagina su rimozione e pulizia del guano. Se l’accumulo è importante, pulizia e bonifica vanno affidate a una ditta.

Come li allontano senza far loro del male?

Con più metodi insieme, da cambiare ogni tanto: un solo sistema perde presto effetto. Gli storni si abituano agli allarmi e ai rumori, e lo dicono anche i piani regionali sui danni agricoli. Gli storni nati sul posto imparano in fretta a stare lontani; quelli migratori d’autunno, che non hanno legami con il luogo, si disturbano meno.

MetodoCome agisceCosa tenere presente
Richiami di allarme e luciFanno allontanare gli stormi dall’area che frequentiL’effetto si esaurisce: vanno alternati e spostati
Sagome e palloni a forma di rapaceDissuasori visiviServono da soli per poco tempo, meglio in combinazione
Potatura selettiva dei ramiRende gli alberi meno adatti come posatoio notturnoLa decide chi gestisce il verde, in genere il Comune
Reti e chiusura degli accessiImpediscono di entrare in cavedi, sottotetti e intercapediniSi fanno fuori dalla stagione riproduttiva e solo se non ci sono nidi
Aquilone a forma di rapace, usato per spaventare gli uccelli, in volo contro un cielo bluFoto: Acabashi, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

Le sagome di rapace spaventano all’inizio, poi gli uccelli si abituano. Per i falchi addestrati, secondo la LIPU, ingaggiare falconieri in città è una misura inutile.

Rete tesa sopra un cavedio e lungo le finestre di un edificio per impedire l'ingresso agli uccelliFoto: Kbseah, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

Una rete sopra un cavedio o un lucernario chiude l’accesso senza far del male. Una rete mal posata, però, può intrappolare gli uccelli: va montata da un tecnico, con maglia adatta alla specie.

Quando serve una ditta e cosa fa?

Una ditta partner serve se gli storni dormono o nidificano sul tuo edificio e devi chiudere accessi o montare barriere. Il tecnico guarda dove si posano, dove entrano e se ci sono nidi, poi propone reti, dissuasori e tempi.

Non rimuove nidi con uova o pulcini e non usa mezzi che uccidono o catturano. Per il quadro generale su piccioni, storni e gabbiani vedi l’allontanamento dei volatili. Se il problema riguarda anche i piccioni, c’è la pagina sulla disinfestazione dei piccioni; per i gabbiani sul tetto leggi la guida sul gabbiano reale.

Storni posati in fila su un cavo elettrico al tramonto, con un palo e colline scure sullo sfondoFoto: Sudzie, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

Se il dormitorio è su un albero pubblico o su cavi della rete elettrica, il privato non può intervenire: serve il Comune o il gestore. Una ditta partner può dirti cosa si può fare sul tuo immobile.

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A chi mi rivolgo per un dormitorio o un nido?

Parti dal Comune o dalla Polizia locale: sono loro a sapere chi può intervenire. Il numero giusto dipende dal caso.

  • Comune o Polizia locale: dormitori su alberi e spazi pubblici, rumore, guano sulla strada.
  • Carabinieri forestali, numero 1515: se vedi veleni, trappole, reti di cattura o nidi distrutti.
  • Amministratore di condominio: se il problema riguarda parti comuni come tetto, cavedio o facciata.
  • Una ditta partner: per barriere e dissuasori sul tuo edificio.

Domande frequenti sullo storno

Lo storno è una specie protetta in Italia?

È un uccello selvatico tutelato dalla legge 157/1992 e non rientra tra le specie cacciabili dal DPCM 21 marzo 1997. Eventuali piani di controllo per i danni agricoli sono atti delle Regioni.

Quanto dura un dormitorio in città?

Dipende dalla zona: al nord si vedono soprattutto tra fine settembre e inizio novembre, a Roma e nel centro-sud anche d’inverno. Dove i dissuasori funzionano gli storni si spostano altrove.

I falchi addestrati funzionano contro gli storni?

Secondo la LIPU ingaggiare falconieri in città è una misura inutile. La stessa associazione indica come alternative richiami d’allarme registrati, luci e la potatura selettiva dei rami.

Posso chiudere un buco nel muro dove entrano gli storni?

Solo se non ci sono nidi e fuori dalla stagione riproduttiva. Prima controlla che dentro non ci siano uova, pulcini o altre specie protette, poi sigilla con un lavoro fatto bene.

Come tengo gli storni lontani dal frutteto?

Reti sulla coltura sono il sistema più sicuro; luci, sagome e richiami funzionano per poco. Alterna i metodi e cambiali di posto ogni tanto.

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