Processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa): rischi, periodi e cosa fare
La processionaria del pino è una falena i cui bruchi vivono in nidi di seta sui pini e hanno peli urticanti: a febbraio-aprile scendono in fila a terra, e allora il rischio è più alto. Il decreto sulla lotta obbligatoria del 2007 è abrogato: contano le regole di Regioni e Comuni.
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In questa pagina
- Come riconosco la processionaria del pino?
- Che ciclo ha e in quali mesi devo stare attento?
- Perché i peli sono pericolosi per persone e animali?
- Cosa faccio se ho toccato i peli o li ho respirati?
- Quali piante colpisce e quali danni fa all’albero?
- Posso togliere il nido da solo?
- Come e quando si interviene davvero?
- La lotta alla processionaria è ancora obbligatoria?
- Come mi proteggo e come proteggo cani e bambini?
- Domande frequenti sulla processionaria del pino
Come riconosco la processionaria del pino?
La riconosci da due cose: i bruchi che camminano in fila indiana e i nidi bianchi di seta sulla chioma dei pini. È la larva di una falena (Thaumetopoea pityocampa); sono i bruchi, coperti di peli urticanti, il vero problema.
- Bruco maturo: 30-40 mm, capo nero, corpo grigio ardesia con ciuffi di setole rosso fulvo sul dorso (Istituto Superiore di Sanità).
- Nido invernale: sacco di seta biancastro sulla parte alta e soleggiata della chioma, anche con centinaia di larve.
- Processione: in primavera i bruchi scendono in fila lungo il tronco e poi sul terreno.
Il nido invernale è compatto e resistente, di colore biancastro. Dentro ci sono più camere e una cavità che accumula calore di giorno, così la colonia resiste agli inverni freddi.
Che ciclo ha e in quali mesi devo stare attento?
Ha una sola generazione l’anno: gli adulti volano in estate, i bruchi vivono sull’albero dall’autunno alla primavera. I mesi esatti cambiano con clima e altitudine, quindi i periodi sono indicativi.
| Periodo (in genere) | Cosa succede |
|---|---|
| Giugno-agosto | Sfarfallano le falene; vivono pochi giorni e volano di notte |
| Fine estate | Le uova, attorno a due aghi, schiudono e nascono i bruchi |
| Autunno | I bruchi tessono il nido invernale nella chioma |
| Inverno | I bruchi si nutrono nelle ore più calde; il nido è visibile sui pini |
| Febbraio-aprile | Scendono lungo il tronco in fila e vanno sul terreno |
| Primavera | Si interrano a 5-20 cm e diventano crisalide |
Le uova sono deposte in un manicotto grigio-argenteo attorno a uno o due aghi e coperte di scaglie dalla femmina. Ogni ovatura può contenere da 100 a 300 uova.
L’adulto è una falena grigia con bande scure sulle ali anteriori. I peli urticanti sono quelli delle larve: è dei bruchi che devi diffidare.
La fase sotto terra può durare anche due o più anni, e ad alta quota l’intero ciclo può diventare biennale.
Perché i peli sono pericolosi per persone e animali?
Perché i bruchi, dalla terza età in poi, hanno setole a forma di piccoli arpioni che rilasciano proteine urticanti quando si rompono. L’Istituto Superiore di Sanità le descrive come una difesa che può danneggiare uomo e animali.
- Pelle: prurito ed edema, spesso sulle parti scoperte.
- Occhi e vie respiratorie: disturbi oculari e respiratori, con effetti più pesanti in persone sensibili o già sensibilizzate.
- Aria: le setole possono essere trasportate dalle correnti d’aria e dare problemi anche a distanza dall’albero.
- Nidi: anche i peli dei nidi sono fortemente urticanti, come riportano le ordinanze comunali.
Attenzione
Non toccare larve o nidi a mani nude e non lasciare che bambini o cani li annusino o li tocchino. Il rischio è più alto durante la discesa dei bruchi.
Cosa faccio se ho toccato i peli o li ho respirati?
Allontanati dalla zona, lava la pelle con acqua e sapone, cambia i vestiti e, se compaiono disturbi agli occhi o al respiro, rivolgiti al medico o al pronto soccorso. Sono le indicazioni di fonti regionali e dei servizi sanitari.
- Esci dalla zonaAllontanati dagli alberi infestati.
- Lava e cambia i vestitiFai una doccia, maneggia gli indumenti con guanti e lavali a parte.
- Controlla i sintomiCongiuntivite, difficoltà a deglutire o a respirare richiedono subito il medico o il pronto soccorso.
- Se è coinvolto un animaleChiama subito il veterinario.
Ricorda
Questa guida non dà terapie. Per sintomi, allergie note o bambini piccoli la valutazione spetta sempre a un medico.
Quali piante colpisce e quali danni fa all’albero?
Colpisce soprattutto i pini, in particolare pino nero e pino silvestre, ma anche pino marittimo, d’Aleppo, domestico e occasionalmente cedri e larici. L’albero perde gli aghi, ma di solito non muore.
- Defoliazione: rallenta la crescita e indebolisce la pianta, che diventa più esposta ad altri parassiti.
- Diffusione: gli inverni miti fanno sopravvivere più larve, anche a quote più alte.
- Dove pesa di più: nel verde urbano e privato, vicino a case e strade, per il rischio dei peli.
Il nido compare anche su pini giovani e bassi. In un giardino, il nido a portata di mano non lo rende meno pericoloso.
In bosco gli attacchi di solito non sono letali per le piante, quindi spesso non si interviene. Cambia tutto dove ci sono persone.
Posso togliere il nido da solo?
No: il nido va rimosso da personale formato e dotato di dispositivi di protezione, perché tagliarlo disperde i peli. Tentare con mezzi artigianali di distruggere i nidi aiuta a diffondere le setole nell’ambiente.
- Non distruggere i nidi con mezzi improvvisati, come fuoco o bastoni: è così che i peli finiscono nell’aria.
- Non usare scale per tagliare rami infestati senza protezioni complete.
- Non spruzzare insetticidi a caso: nelle aree frequentate l’uso dei prodotti fitosanitari ha limiti, e conta il periodo.
- Segnala il problema al Comune o all’amministratore di condominio se i pini sono in un’area comune o pubblica.
Come e quando si interviene davvero?
Il metodo più efficace è togliere i nidi in inverno, prima che i bruchi scendano, ma esistono anche trappole sul tronco e trattamenti da fare nel periodo giusto. Lo decide una ditta di disinfestazione dopo l’ispezione.
| Metodo | Quando (in genere) | Note |
|---|---|---|
| Rimozione dei nidi | Fine autunno e inverno, prima che i bruchi escano dal nido; il Piemonte indica dicembre-gennaio | Personale con protezioni; area transennata in ambiente urbano |
| Trappole a collare | Fine inverno, quando i bruchi scendono | Catturano i bruchi mentre scendono lungo il tronco |
| Trattamento delle chiome | Dopo la schiusa, a fine estate-autunno, quando i bruchi non hanno ancora i peli urticanti | Prodotti professionali, con limiti nelle aree frequentate |
| Trappole a feromoni | Estate | Servono a monitorare i maschi adulti |
Per vedere come funziona l’intervento di una ditta partner leggi la pagina sulla disinfestazione delle processionarie. Se hai querce con nidi sul tronco, il discorso è diverso: vedi la guida alla processionaria della quercia.
Descrivi il problema nel modulo: una ditta partner della tua zona ti ricontatta con un preventivo gratuito di disinfestazione. Poi decidi tu se procedere.
La lotta alla processionaria è ancora obbligatoria?
A livello nazionale no: il decreto ministeriale 30 ottobre 2007 sulla lotta obbligatoria è stato abrogato dall’art. 1, lettera i, del DM 6 dicembre 2021, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 3 del 5 gennaio 2022. Oggi contano le regole di Regioni e Comuni.
- Non c’è più un obbligo nazionale di intervenire sulla pianta infestata.
- Restano le ordinanze del sindaco: molti Comuni le emettono ogni anno per tutelare la salute pubblica.
- Chi paga: dipende dalle disposizioni locali. In Piemonte, per esempio, i proprietari devono intervenire sulle piante infestate e i Comuni possono ordinare gli interventi a loro cura e spese.
Attenzione
Se leggi di un obbligo di lotta che cita il DM del 2007, il testo può essere superato. Chiedi sempre all’ufficio ambiente o alla polizia locale del tuo Comune quale ordinanza è in vigore.
Come mi proteggo e come proteggo cani e bambini?
Controlla i pini in autunno e in inverno, evita le piante con nidi e tieni lontani animali e bambini nel periodo della discesa.
- Guarda in alto: nidi bianchi sulla chioma sono il segnale da non ignorare.
- Cartelli e recinzioni: nel verde comune servono per tenere lontane le persone.
- Cani al guinzaglio vicino a pini con nidi o file di bruchi a terra.
- Lavori in giardino: evita quelli che sollevano polvere o disperdono peli vicino a pini infestati.
Domande frequenti sulla processionaria del pino
La processionaria del pino punge?
Non punge: il problema è il contatto con le setole urticanti dei bruchi, che possono staccarsi e finire nell’aria.
Quando sono più pericolosi i bruchi?
Quando scendono in fila lungo il tronco, in genere tra febbraio e aprile, perché si disperdono e possono entrare in contatto con persone e animali.
Un nido vecchio è sicuro?
Non conviene fidarsi: anche i peli dei nidi sono urticanti. La rimozione spetta comunque a personale con protezioni.
Le farfalle adulte sono il problema?
Il pericolo sono i peli dei bruchi. L’adulto vive pochi giorni e vola di notte; la femmina può spostarsi fino a 3-4 km dal punto di sfarfallamento, e per questo l’infestazione può tornare.
Devo per forza chiamare una ditta?
Se i pini sono tuoi o in area comune, di norma conviene farli ispezionare. Il metodo e il periodo giusto li sceglie una ditta di disinfestazione.
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