Tarlo della morte (Xestobium rufovillosum): il battito nel legno e cosa fare
Il tarlo della morte (Xestobium rufovillosum) attacca soprattutto quercia vecchia e umida, in travi di edifici storici. Il battito che si sente di notte è il richiamo degli adulti: per decidere cosa fare si cercano fori freschi, rosume e la causa dell'umidità.
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In questa pagina
- Cos’è il tarlo della morte e perché si chiama così?
- Cos’è quel battito nel legno e quando si sente?
- Come lo distinguo dal tarlo dei mobili (Anobium)?
- In quali legni e in quali edifici lo trovi?
- Perché l’umidità conta così tanto?
- Come capisco se l’attacco è attivo o vecchio?
- Quanto dura il suo ciclo e che danni può fare?
- Cosa fare e cosa non fare?
- Come si previene?
- Domande frequenti sul tarlo della morte
Cos’è il tarlo della morte e perché si chiama così?
Il tarlo della morte (Xestobium rufovillosum) è un coleottero xilofago della famiglia degli anobidi, noto anche come «grande tarlo» o «orologio della morte». Il nome viene dal rumore che producono gli adulti dentro il legno, un battito regolare che nel silenzio della notte ricorda un orologio.
L’adulto è un coleottero scuro, lungo pochi millimetri (4-6 mm per English Heritage, 5-7 mm per un corso dell’Università di Ferrara). Ha chiazze di peli giallo oro sulle elitre. Il capo non si vede dall’alto e il torace ha la forma di un cappello a tre punte.
Le larve vivono dentro il legno, quindi non le vedi quasi mai: sono color crema e curve a C.
Cos’è quel battito nel legno e quando si sente?
È il richiamo per l’accoppiamento: l’adulto batte a intervalli regolari il capo contro le pareti della sua galleria. Lo senti meglio la sera o di notte, quando la casa o la chiesa è silenziosa, di solito in primavera, quando gli adulti sfarfallano.
- Quando: in primavera o all’inizio dell’estate, alle nostre latitudini.
- Cosa lo produce: il maschio, per farsi sentire dalla femmina.
- Cosa non è: non è un presagio, come voleva la superstizione che gli ha dato il nome: è un indizio da verificare cercando fori e rosume.
Se senti il battito, non basta per decidere cosa fare. Serve capire se l’attacco è attivo, come vedi più sotto.
Come lo distinguo dal tarlo dei mobili (Anobium)?
Guarda tre cose: la dimensione del foro, la forma del rosume e quanto è umido il legno. I due insetti sono parenti, ma il tarlo della morte è più grande e vuole legno più vecchio e umido.
Questo è il tarlo dei mobili: le file di puntini sulle elitre sono il segno che lo distingue dal tarlo della morte, che ha chiazze di peli giallastri.
| Cosa guardi | Tarlo della morte | Tarlo dei mobili |
|---|---|---|
| Adulto | 4-6 mm, peli giallastri sulle elitre | 3-4 mm, file di puntini sulle elitre |
| Foro di uscita | Rotondo, 2-3 mm | Rotondo, 1,5-2 mm |
| Rosume | Pallini tondi, grandi come la capocchia di uno spillo, che rotolano | Granelli ruvidi a forma di chicco |
| Legno | Latifoglie, soprattutto quercia, umide e rovinate da funghi | Molte latifoglie con zuccheri e amidi; non il durame sano di quercia |
| Umidità | Si riproduce sopra il 16% | Non sopravvive sotto il 12% o con umidità dell’aria sotto il 55% |
Per l’altro tarlo che si trova nei tetti, il capricorno delle case, vedi la guida sul capricorno delle case. Per i mobili c’è quella sui tarli dei mobili.
In quali legni e in quali edifici lo trovi?
Attacca soprattutto la quercia e altre latifoglie, in travi e strutture di edifici vecchi: chiese, palazzi, mulini, sottotetti. Un corso dell’Università di Ferrara cita quercia, faggio e castagno, ma anche olmo, noce, salice, pioppo e ontano.
In un edificio storico il legno è vecchio e a volte è stato bagnato da infiltrazioni. È proprio quello che cerca la larva.
Le chiese riscaldate in modo irregolare sono tra gli edifici più colpiti, perché il legno resta umido a lungo.
Se trovi fori in una trave di quercia di un casale, di un sottotetto o di una cantina, la domanda giusta è se quel legno ha preso acqua.
Perché l’umidità conta così tanto?
Perché la larva giovane ha bisogno di legno già degradato da funghi, e i funghi crescono solo dove c’è acqua. Senza infiltrazioni, condensa o ristagni, l’insetto fatica a insediarsi.
- Oltre il 16% di umidità nel legno: l’insetto può riprodursi (English Heritage).
- Sotto il 12% le larve muoiono, secondo una fonte di conservazione degli edifici.
- Punti critici: testa delle travi murate, gronde che perdono, tetti con infiltrazioni.
Ricorda
L’umidità va misurata dentro il legno, non solo in superficie. Chi fa la perizia usa un igrometro per legno.
Come capisco se l’attacco è attivo o vecchio?
Un foro da solo non prova niente: i segni di un attacco attivo sono fori freschi, rosume fresco e adulti vivi in primavera. English Heritage avverte che la presenza di fori non prova che l’attacco sia attivo.
- Fori: quelli nuovi hanno bordi netti e puliti, quelli vecchi sono scuri e sporchi.
- Rosume: mucchietti freschi sotto i fori sono un segnale; quello vecchio cade da fessure e fori quando il legno si asciuga.
- Adulti: in primavera puoi trovare coleotteri storditi o morti sul pavimento sotto la trave.
- Prova della carta: incolla carta velina sui fori e controlla in primavera se ne compaiono di nuovi.
Molti attacchi nei vecchi edifici sono inattivi da decenni o secoli. Per questo conviene valutare prima di agire: serve capire se c’è ancora attività.
Quanto dura il suo ciclo e che danni può fare?
La larva può restare nel legno da pochi anni a oltre dieci, scavando gallerie che si allargano mentre cresce. I danni più gravi si vedono tardi, perché il legno può svuotarsi senza che da fuori si noti molto.
- Larva: English Heritage indica da 4 a 12 anni; altre fonti vanno da 1 anno in condizioni ideali a più di 12.
- Femmine: depongono da 40 a 200 uova, secondo il corso di Ferrara, vicino ai fori di uscita.
- Adulto: sfarfalla in primavera, dopo aver passato l’inverno dentro la camera della crisalide.
- Foro di uscita: rotondo, di 2-3 mm.
I fori di uscita sono rotondi (2-3 mm) e si formano quando gli adulti emergono, dopo anni di vita larvale nel legno: da fuori vedi solo l’ultimo atto, non quanto legno è già stato scavato dentro.
Attenzione
Un attacco grave può svuotare una trave e comprometterne la resistenza. Se il legno è un elemento portante, la valutazione spetta a un professionista, non al fai da te.
Cosa fare e cosa non fare?
Prima si cerca la causa, cioè l’acqua, poi si valuta con un professionista se e come trattare il legno. Il trattamento da solo, senza togliere l’umidità, non risolve.
- Individua l’umiditàControlla tetto, gronde, infiltrazioni e condensa vicino alle travi.
- Non intervenire a casoUn trattamento spruzzato in superficie penetra solo pochi millimetri, mentre l’insetto lavora sotto la superficie.
- Fai valutare l’attaccoUn professionista controlla se è attivo e quanto è esteso: i metodi non invasivi, come gli ultrasuoni, aiutano a localizzare le gallerie.
- Scegli il metodo con il tecnicoPuò servire un trattamento mirato, una correzione dell’ambiente o entrambe le cose. Principi attivi e modalità li decide chi interviene.
Attenzione
Se l’edificio è un bene culturale tutelato, qualunque opera o lavoro richiede l’autorizzazione del soprintendente (art. 21, comma 4, D.Lgs. 42/2004). Chiedi prima al Comune o alla Soprintendenza.
Non rimuovere travi o parti di legno prima della valutazione. Per i trattamenti professionali vedi la pagina sul trattamento antitarlo.
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Come si previene?
Tieni il legno asciutto e controllalo ogni primavera. Senza umidità e funghi il tarlo della morte ha poche possibilità di insediarsi.
- Ripara subito tetti, grondaie e punti da cui entra acqua.
- Ventila sottotetti, cantine e vani chiusi, per non far ristagnare l’umidità.
- Non portare dentro legno marcio o già attaccato.
- Ispeziona le travi in primavera: fori nuovi e rosume fresco sono i segnali da cercare.
Domande frequenti sul tarlo della morte
Il battito nel legno significa per forza che c’è un attacco?
Indica adulti attivi nel legno, ma da solo non basta a valutare l’estensione. Serve controllare fori freschi, rosume e umidità.
Il tarlo della morte attacca anche i mobili?
Il suo ambiente tipico sono travi e strutture di edifici vecchi. Su mobili e oggetti in casa il caso più comune è il tarlo dei mobili.
Posso trattare da solo una trave con fori?
Meglio di no: la superficie si bagna ma gli insetti sono sotto. Una ditta di disinfestazione valuta se l’attacco è attivo e sceglie il metodo.
Un edificio storico deve avere permessi per l’intervento?
Se è un bene culturale tutelato, sì: lavori di qualunque genere richiedono l’autorizzazione del soprintendente. Chiedi al Comune o alla Soprintendenza prima di toccare le travi.
Se i fori sono vecchi serve fare qualcosa?
Non per forza. Molti attacchi si sono estinti da tempo. Controlla in primavera se compaiono fori nuovi e verifica che il legno resti asciutto.
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