Malmignatta (Latrodectus tredecimguttatus): come riconoscerla e cosa fare se morde
La malmignatta (Latrodectus tredecimguttatus) è un ragno nero con tredici macchie rosse. Il morso è raro, ma l'ISS lo descrive come potenzialmente grave: qui trovi come riconoscerla, dove vive e cosa fare senza allarmismi.
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Come riconosco la malmignatta?
È un ragno nero, con l’addome tondo e tredici macchie rosse: la femmina misura circa 8-10 mm. L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) scrive che la femmina è facilmente riconoscibile da questa colorazione, anche se le macchie sono raramente ridotte o assenti. Il primo e il quarto paio di zampe sono più lunghi del secondo e del terzo.
Il maschio è più piccolo, circa 5-7 mm, nero con macchie bianche sull’addome, e secondo l’ISS è meno aggressivo. Si chiama anche vedova nera mediterranea ed è un parente della vedova nera americana.
- Corpo: nero, lucido o vellutato, con addome globoso.
- Macchie: rosse, di solito tredici (da cui il nome tredecimguttatus).
- Zampe: sottili e nere, con il primo e il quarto paio più lunghi.
Qui le macchie visibili sono meno di tredici: le fonti precisano che il numero può variare.
Dove vive e quando si incontra?
Vive tra sassi e sterpaglie, in terreni incolti, pascoli e zone rocciose con vegetazione erbacea e arbustiva. L’ISS la indica come la specie più pericolosa in Italia e dice che si trova da giugno a ottobre nella Maremma laziale e toscana, in Liguria, in Sardegna e nelle regioni meridionali. Un lavoro scientifico pubblicato su Toxicon nel 2020 la descrive come diffusa in Italia.
Muretti a secco, pietraie e margini di campi sono ambienti che corrispondono a quelli descritti dall’ISS: sassi, sterpaglie e vegetazione bassa.
Caccia insetti con una tela irregolare, fatta di pochi fili robusti.
In casa è meno probabile incontrarla: le fonti consultate la collocano soprattutto all’aperto, in campagna. Non per questo si può escludere in una cantina, un deposito o un annesso rustico vicino a questi ambienti.
Il suo morso è pericoloso?
Può esserlo: il morso è raro, ma il veleno è neurotossico e può provocare un quadro clinico grave. L’ISS spiega che il morso spesso è lieve come una puntura di spillo, quindi può passare inosservato, mentre i sintomi arrivano dopo. I casi mortali sono molto rari, limitati a persone particolarmente debilitate.
Secondo l’ISS i sintomi sono soprattutto nervosi: forte dolore prima all’arto colpito, poi al torace e all’addome, con spasmi dei muscoli addominali e del viso. Sul punto del morso restano un gonfiore e i due segni lasciati dai cheliceri, che a volte evolvono in una vescicola e poi in necrosi.
| Cosa può succedere | Cosa dice l’ISS |
|---|---|
| Subito dopo il morso | Dolore simile a una puntura di spillo, a volte lieve |
| Nelle ore successive | Dolore forte all’arto, poi al torace e all’addome; spasmi addominali e del viso |
| Nei casi più gravi | Sudorazione, nausea, vomito, mal di testa, battito accelerato, broncospasmo, sintomi psichici transitori |
| Dopo due o tre giorni | I sintomi si attenuano; può restare stanchezza per alcuni giorni |
In breve
Il rischio è reale ma limitato. L’ISS indica come più a rischio bambini e anziani e riferisce che, in questi pazienti, può essere impiegato un antidoto, il siero antilatrodectus, dopo una profilassi con antistaminici.
Un caso clinico italiano del 2020, descritto su Toxicon, riguarda un uomo di 60 anni, sano, probabilmente morso mentre lavorava all’aperto. Nel giro di un’ora ebbe agitazione, sudorazione, dolore intenso alla gamba e disturbi addominali; in pronto soccorso furono rilevati pressione alta e battito accelerato. Fu curato con un antidoto, migliorò in circa un’ora e fu dimesso dopo due giorni. Gli autori raccomandano di consultare un tossicologo quando si sospetta un latrodectismo.
Cosa faccio se penso di essere stato morso?
Vai al pronto soccorso o chiama il 112, senza aspettare di vedere come evolve. I sintomi che l’ISS descrive e il caso pubblicato su Toxicon mostrano che la valutazione in ospedale è importante, e che il medico può coinvolgere un Centro antiveleni.
- Allontanati dal ragnoNon cercare di catturarlo a mani nude e non schiacciarlo.
- Contatta i soccorsiPronto soccorso o 112, soprattutto se il morso è avvenuto in campagna.
- Riferisci dove e quandoDire che pensi a una malmignatta aiuta il medico.
- Fotografa il ragnoSe puoi farlo senza rischi, una foto aiuta a riconoscere la specie.
Attenzione
Niente rimedi casalinghi: non sono documentati dalle fonti sanitarie consultate. Bambini, anziani e persone fragili vanno valutati subito.
La malmignatta attacca le persone?
No: morde l’uomo per caso, quando viene toccata o schiacciata. L’ISS scrive che le persone più a rischio sono gli agricoltori durante le attività nei campi. Il ragno è sedentario, resta nella sua tela e sorveglia i bozzoli con le uova.
Dopo l’accoppiamento la femmina depone centinaia di uova in bozzoli di seta e li sorveglia di continuo, dice l’ISS. Per questo, se trovi un bozzolo con una femmina accanto, evita di toccarlo.
Chi lavora in campagna, nei campi o nei vigneti, può chiedere indicazioni al medico competente o alla ASL. L’ISS dice solo che i lavori nei campi sono la situazione più a rischio.
Come la distinguo dagli altri ragni?
La malmignatta si riconosce dal nero lucido con le macchie rosse, un aspetto diverso da quello dei ragni che si trovano di solito in casa. La tabella mette a confronto le tre specie più citate dalle fonti sanitarie.
| Ragno | Aspetto | Dove lo trovi |
|---|---|---|
| Malmignatta | Nera, 13 macchie rosse (femmina) | Campagna, sassi e sterpaglie |
| Ragno violino | Marrone chiaro, zampe sottili, sei occhi | Fessure di case e cantine |
| Ragno domestico | Marrone, addome a macchie, zampe striate | Angoli e cantine, con tela a imbuto |
Per un quadro più ampio vedi la pagina sulla disinfestazione dei ragni. Se ti interessa un altro aracnide, leggi anche la pagina sugli scorpioni in casa e all’aperto.
Come riduco il rischio vicino a casa?
Tieni in ordine gli ambienti e fai attenzione dove metti le mani. L’ISS dice che per i ragni non si può parlare di vere infestazioni, ma che si può prevenire la presenza indesiderata con ambienti igienicamente idonei ed evitando accumuli di materiali di risulta che servono da riparo.
- Niente cumuli inutili: sassi, assi, sterpaglie e materiali accatastati vicino alle pareti sono rifugi.
- Attenzione quando li sposti: guarda prima di infilare le mani sotto sassi, legna o materiale accumulato.
- Ordine in cantine e depositi: meno nascondigli, più facile vedere cosa c’è.
Se trovi una malmignatta vicino a un luogo di passaggio, non intervenire da solo con prodotti o a mani nude: una ditta di disinfestazione autorizzata valuta se e come intervenire. Nessuna fonte consultata indica una procedura fai da te.
Descrivi il problema nel modulo: una ditta partner della tua zona ti ricontatta con un preventivo gratuito di disinfestazione. Poi decidi tu se procedere.
Domande frequenti sulla malmignatta
La malmignatta è mortale?
Secondo l’ISS i casi letali sono molto rari e limitati a persone particolarmente debilitate. Il veleno però è neurotossico e un morso va comunque valutato in pronto soccorso.
Dove si trova in Italia?
L’ISS la indica da giugno a ottobre nella Maremma laziale e toscana, in Liguria, in Sardegna e nelle regioni meridionali. Altre zone non sono escluse dalle fonti, ma non sono elencate.
Il morso fa subito male?
Non sempre. L’ISS descrive un morso spesso lieve, come una puntura di spillo. I sintomi più importanti, come dolore a torace e addome e spasmi, arrivano dopo.
Esiste un antidoto?
Sì, l’ISS cita il siero antilatrodectus, usato in bambini e anziani dopo profilassi con antistaminici. Nel caso italiano del 2020 è stato usato un antidoto nordamericano, con miglioramento in circa un’ora. Lo valuta il medico.
È diversa dalla vedova nera americana?
È un’altra specie dello stesso genere: l’ISS la indica come appartenente alla stessa famiglia della vedova nera americana (Latrodectus mactans), ma presente nell’Europa meridionale e nel Mediterraneo.
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